14/01/2021 di Manuela Antonacci

Amsterdam e la connessione tra droga e criminalità. E in Italia?

Una notizia eclatante, proveniente da quella che è considerato un po’ l’Eldorado della trasgressione: l’Olanda, dovez il sindaco della città di Amsterdam, Femke Halsem, ha avanzato in consiglio comunale una proposta che non ci saremmo mai aspettati, ovvero quella di vietare l’accesso nei coffee shop in cui si vende marijuana agli stranieri, limitando la possibilità ai soli residenti.

La motivazione? E’ presto detto! Questo tipo di coffee shop sarebbero diventati una sorta di calamita per spacciatori e altre forme di criminalità. L’azione del sindaco è inoltre sostenuta dalla polizia e dalla magistratura locali e ciò la dice lunga sui livelli di pericolo della situazione venutasi a creare, al punto da aver attirato l’attenzione delle forze dell’ordine.

Non solo, la proposta di Halsem, basata su una preoccupazione reale ed urgente rappresenta davvero uno schiaffo alla retorica liberista, rappresentata da certa parte politica che sostiene la liberalizzazione delle droghe, come strumento necessario, per sottrarre tale “commercio” alla criminalità organizzata. Una retorica libertaria che certi partiti politici cercano di affermare anche qui in Italia ma che, l’esempio olandese, mostra, al contrario in tutta la sua inefficacia e, anzi, pericolosità.

Evidentemente legalizzare lo spaccio della droga, per quanto “leggera” possa essere (e anche su questo c’è un grosso dibattito ancora aperto, che non trova certo d’accordo medici e neuropsichiatri sugli effetti più o meno devastanti delle droghe considerate “leggere” e sull’opportunità o meno di operare una simile distinzione tra sostanze così dannose) non è certo privo di conseguenze.

Anzi, meglio, le conseguenze sicuramente ci sono, ma sono solo negative, come dimostrano i fatti: viene da chiedersi, una volta messo il “fumo” liberamente in commercio, attraverso esercizi commerciali aperti al pubblico, che tipo di utenza si pretende di attirare? Davvero è credibile questo effetto sorpresa? Non è forse logico che coloro che un tempo erano avvezzi allo spaccio (siano essi fornitori siano essi consumatori) non possano certo andare a costituire il tipo di clientela ideale per un esercizio commerciale? E anzi, possano costituire piuttosto un rischio per la sicurezza della comunità? Come sottolineato anche da Halsem, anzi certi negozi, rischiano di diventare, piuttosto, proprio il ricettacolo di certe forme di delinquenza.

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