29/12/2018

Alcuni maschietti hanno il ciclo. Nuovo delirio gender

Ci voleva l’ideologia del gender per portare sui banchi di scuola dei preadolescenti il tema del ciclo mestruale. La nuova trovata del “genderly correct” viene dall’Inghilterra, ormai abbondantemente assuefatta a simili carnevalate intellettuali, dove, nel comune di Brighton, il consiglio degli insegnanti ha partorito un geniale report secondo cui: «Trans, ragazzi e uomini e persone “non binary” possono avere il ciclo». Pertanto – prendete nota se vi era sfuggito – «le mestruazioni devono includere tutti i sessi». Insomma ai bambini delle scuole, durante le lezioni di educazione sessuale, sarà insegnato che “tutti i generi” possono avere le mestruazioni. Il motivo di questa singolare iniziativa è, per certi versi, più ridicolo dell’iniziativa stessa: contrastare lo “stigma” sulle mestruazioni; ecco perché i contenitori per gettare gli assorbenti saranno forniti in tutti i bagni e a disposizione di tutti i bambini.

Una domanda sorge spontanea: ma quale stigma? Da che mondo è mondo si sa che i bambini non hanno (perché non possono avere) uno spirito critico: la loro capacità di giudizio è in formazione, ed è la cosa più naturale del mondo che siano portati a fuggire, disprezzare o ridicolizzare certi fenomeni senza neanche sapere il perché. Da che mondo è mondo li si abitua a conoscere e giudicare “normale” tutto ciò che è “naturale”. Non c’è mai stato bisogno, in tutta la storia dell’istituzione scolastica, di un seminario di educazione alla non discriminazione sulla base delle mestruazioni. Quando ci siamo arrivati? Nell’era gender.

Gli insegnanti di Brighton, contestualmente all’approvazione del report, hanno rilasciato questa dichiarazione: «Incoraggiando un’educazione efficace sulle mestruazioni e sulla pubertà, speriamo di ridurre lo stigma e garantire che nessun bambino o giovane si vergogni di chiedere prodotti per le mestruazioni all’interno o all’esterno della scuola se ne hanno bisogno. Il nostro metodo riconosce il fatto che alcune persone che hanno il ciclo sono trans o “non binari”». Allora diciamola tutta: bisogna metter su questa farsa non perché i bambini abbiano bisogno di “un’educazione efficace sulle mestruazioni” – che solo a leggerla sembra una sceneggiatura di Woody Allen – ma perché “alcuni maschietti hanno il ciclo”, secondo l’illuminata conclusione di questi cattivi maestri.

Insomma nessuno stigma, solo – si direbbe – il sacrosanto disappunto dei bambini quando si vuole far credere loro che anche con la natura si può giocare al gioco delle tre carte

Vincenzo Gubitosi

Fonte: The Telegraph

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