20/01/2022 di Manuela Antonacci

Al Manzoni di Milano giovani a lezione di… marketing Lgbt

 “Eravamo al Liceo Classico Manzoni - Milano e insieme a queste forze della natura abbiamo discusso di educazione e cultura #lgbtqia , di binarismo e rainbow washing, di serie tv e comunicazione con i genitori. Morale, con o senza #ddlzan abbiamo portato il GIENDER nelle scuole”. Queste le parole dei Sentinelli di Milano, sulla logo pagina facebook, che annunciano così di aver incontrato, lo scorso 15 gennaio, gli studenti del Liceo Classico Manzoni di Milano.

Un post del quale fanno riflettere alcuni passaggi relativi alla stessa iniziativa ma anche e soprattutto agli intenti, neanche troppo nascosti. Innanzitutto con il “con o senza ddl Zan” che fa ben comprendere quanto l’intento sotteso al nefasto disegno di legge, bocciato dal Parlamento lo scorso ottobre, fosse proprio l’imposizione di un unico modo di vedere le cose, in particolare all’interno delle scuole e che, però, leassociazioni arcobaleno stanno cercando di realizzare ugualmente, proprio nelle scuole.

Inoltre è proprio il caso di soffermarsi sull’elenco degli argomenti propinati durante l’ora di indottrinamento sorbita dai ragazzi: “educazione e cultura #lgbtqia, di binarismo e rainbow washing, di serie tv e comunicazione con i genitori”. In particolare salta agli occhi l’espressione “rainbow washing” termine formato dalla crasi tra "rainbow", arcobaleno e "whitewashing", “imbiancare” che fa riferimento all’operazione commerciale e mediatica con cui viene presentata una realtà come gay-friendly, allo scopo di aumentarne il consenso presso il pubblico. Un’operazione mediatica che emerge ogni anno soprattutto nel “mese del pride”, ovvero giugno, quando molti brand e realtà commerciali tingono i loro loghi di arcobaleno per manifestare solidarietà alla causa LGBT.

Viene allora da chiedersi in che modo questo possa interessare, dal punto di vista educativo, gli adolescenti. Evidentemente l’argomento non ha alcuna attinenza con l’educazione e la scuola, ma sembra essere l’ennesimo modo per ribadire la necessità dell’allineamento al pensiero unico, mostrando, come esempio, proprio certe operazioni di marketing presentate come “modello di tolleranza”.

Ma i dettagli dell’evento dei Sentinelli al Manzoni di Milano non sono finiti. Si è parlato, infatti – come descritto dallo stesso post facebook – di tematiche che crediamo poco abbiano a che fare con la didattica: educazione e cultura Lgbtqia, binarismo, serie tv e addirittura comunicazione con i genitori. Proprio per quanto riguarda i genitori degli studenti sorge un grande, enorme, dubbio. Sono stati correttamente e preventivamente informati? La scuola, inoltre, ha discusso – ed eventualmente – approvato questo evento? Sul sito della scuola, per ora, nessuna menzione né informazione di tutto ciò. Niente di niente.

In attesa che qualcuno, soprattutto gli organi competenti della scuola e dell’Ufficio Regionale Scolastico, possano in qualche modo chiarire tutto ciò.

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