23/03/2016

Adozione gay e giudici al di sopra delle leggi

Capita, quando si legge di certe sentenze in materia di adozione gay, di pensare al re di Francia, il seicentesco Re Sole.

Luigi XIV, nel ritratto, è il simbolo dello Stato assoluto, del potere illimitato. Come quello di chi si sente al di sopra della legge.

“La loi c’est moi”, “la legge sono io”: non si sa se Re Luigi abbia veramente pronunciato questa frase famosa oppure se questa sia solo un’altra leggenda tra le tante in circolazione. Per chi appartiene alla scuola di San Tommaso risulta difficile credere se non si è stati diretti testimoni dell’evento e dunque sul dato storico bisogna necessariamente astenersi.

Un fatto però è certo: questo principio è stato messo nero su bianco da Melita Cavallo, ex presidente del Tribunale dei minori di Roma e di questo siamo tutti testimoni.

Alla dottoressa Cavallo non interessa la politica, né la turbano le manifestazioni di piazza perché lei sa di essere al di sopra di tutto è lei che decide il bene e il male, quello che è giusto e quello che è sbagliato.

Forse desidera passare alla storia come colei che ha consentito al “progresso” di fare un ulteriore balzo in avanti.

Prima di andare in pensione la dottoressa ha emesso una serie di pronunciamenti relativi alla stepchild adoption, quella legge controversa di cui si sta occupando ancora il Parlamento che è fonte di forte tensione nella società civile, di cui la dottoressa non si cura più di tanto perché “la legge è lei”. Che sia chiaro a tutti, chi ha il vero potere nelle mani.

I due primi pronunciamenti emessi dalla dottoressa Cavallo riguardavano l’adozione del figliastro per due coppie lesbiche che avevano potuto adottare l’una il figlio dell’altra, quella del 21 marzo 2016, primo giorno di primavera, riguarda invece l’adozione di due uomini che “si erano regolarmente sposati” in Canada.

Visto che la coppia era “regolarmente” sposata, avrà pensato la dottoressa, come si può negare loro l’unica ragione per la quale, in genere, una coppia accede al matrimonio?

Chi lo ha detto che un bambino debba avere un padre e una madre? Ce lo ha spiegato la senatrice Cirinnà che queste strane idee sono solo pregiudizi e stereotipi che ormai non hanno più ragion d’essere nel nuovo mondo in cui l’uomo si è fatto dio e decide del bene e del male.

“Il sonno della ragione genera mostri”, ricordava qualcuno e purtroppo i mostri sono arrivati più in fretta del previsto.

A questo punto sorge una domanda: fin dove arriverà la pazienza di un popolo che si deve difendere da una parte dai malviventi che ti massacrano perfino a casa tua e dall’altra da uno Stato che continua a “crescere” a dismisura ignorando quelli che sono i veri problemi della società e privilegiando l’élite intellettuale di turno al servizio delle grandi corporazioni internazionali e della grande finanza?

La Rosa Bianca

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