03/03/2020

Achille Lauro come Gesù e san Francesco ma tra orge e immagini blasfeme

Nelle scorse settimane, Achille Lauro ha deciso di continuare a far parlare di sé (adottando a quanto pare il principio “bene o male purché se ne parli). Si sta infatti riproponendo sotto altre “spoglie”, a cominciare dal nuovo soprannome che ha deciso di adottare.

Infatti d’ora in poi, molto modestamente, si chiamerà “Achille Idol Immortale”, forse perché “Idol” non era già abbastanza. Ma ciò che più preoccupa è l’ispirazione blasfema che pare caratterizzerà i suoi prossimi concerti, d’ora in poi.

Infatti, il suo ufficio stampa fa sapere che Lauro ha intenzione di presentarsi al suo pubblico, da questo momento in avanti, come una sorta di Messia che torna dal passato dopo essere stato crocifisso per risorgere. Un essere immortale “non binario”, si direbbe oggi e cioè che non si identifica e non si presenta né come maschile né come femminile e che inneggia alla pansessualità, ovvero un orientamento sessuale indirizzato verso qualunque tipo di genere.

Per far capire subito le sue intenzioni e promuovere questa nuova, assurda immagine di sé, il cantante ha pubblicato il video del brano sanremese “Me ne frego”. Un video dal contenuto inequivocabilmente blasfemo: una sorta san Francesco presiede un’orgia vera e propria di corpi che si strusciano e si toccano, quasi un film porno. Inquietante anche la lupa danzante interpretata da Elena D’Amario (ballerina di Amici di Maria De Filippi) ma non quanto il fotogramma in cui il cantante, sempre vestito come il fraticello di Assisi, si spoglia, mostrandosi nudo e senza sesso, con un chiaro richiamo al video del satanista Marilyn Manson in “The Dope Show“, come ad affermare, ancora una volta, la fluidità di genere che pervade tutte le immagini.

E dopo tutti questi fotogrammi che si susseguono a tamburo battente, con un ritmo, appunto, “orgiastico”, ciliegina sulla torta è l’immagine finale con cui si chiude questa specie di “incubo musicale”: la “neo rappresentazione” della Pietà di Michelangelo in cui Lauro, che abbiamo capito avere un’idea non proprio modesta di sé, interpreta addirittura Gesù.

Sul profilo instagram del cantante ci sono commenti davvero al limite dell’esaltazione. Ad esempio, sotto la foto in cui è vestito da San Francesco e presiede una sorta di piramide di corpi nudi, si leggono frasi allucinanti del tipo: «Sei la mia religione», e ancora «Io credo in un solo dio e questo sei tu» ma anche: «100% divinità», mentre qualcun altro arriva a scrivere: «Io direi di creare tutta una religione incentrata solo su di te perché sei il nostro unico Dio».

E’ chiaro che l’operazione compiuta da Achille Lauro è puramente di marketing. Se non c’è la sostanza rimane solo la provocazione per far alzare le vendite e, nelle apparizioni televisive, l’audience.

Ma ci chiediamo se davvero il cantante, a lungo andare, sarà disposto a convivere con il grosso peso sulla coscienza di aver trascinato tanti giovani in una sorta di idolatria-follia collettiva in cui il nuovo “salvatore” (di proposito con la s minuscola) è una specie di mutante che pretende di assumere le sembianza del Salvatore vero e, subito dopo, quelle di uno dei più grandi santi che abbia mai visto la terra d’Umbria, offrendone un’immagine sporca, inquietante che induce tanti ragazzi ad abbracciare qualunque tipo di perversione e di idolo, pur di colmare quel vuoto profondo che li pervade.

E’ sul terreno fertile di questo vuoto esistenziale, che purtroppo caratterizza il mondo giovanile, che si chinano come degli sciacalli certi personaggi, disposti a qualunque cosa pur di servire il dio denaro. Ma ci auguriamo che, prima o poi, anche ad Achille Lauro cadano le squame dagli occhi e una sana “caduta da cavallo” lo riporti, mentre è sulla sua personale “via di Damasco”, finalmente all’ovile.

 

di Manuela Antonacci
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