22/10/2016

Aborto tardivo: così fanno in USA (anche) grazie alla Clinton

Le polemiche nate a seguito del dibattito televisivo Trump – Clinton sono dovute al fatto che ai “liberals” secca tremendamente che la Clinton, a pochi giorni dalle elezioni, possa apparire come un’abortista convinta: soprattutto quando si pone in luce in modo evidente che  l’aborto è un infanticido e basta.

Ma è la verità: l’aborto è un infanticidio sempre e comunque. Certamente fa più impressione quando uno pensa all’aborto tardivo, quando il bambino “si vede che è un bambino” e quando per ammazzarlo non basta una pillolina o un “raschiamento” (che sembrano cose quasi innocue).

Questo il video su You Tube: al minuto 4 più o meno Trump dice che non è accettabile che un bambino venga abortito tardivamente, anche al nono mese. La Clinton non risponde subito e dice: «Non fare terrorismo psicologico»… e dice un sacco di cose per svicolare dalla questione (l’aborto è una scelta sofferta, conosce le donne che hanno abortito, dice la bugia che l’aborto tardivo si fa per salvare la vita delle madri, ecc. ecc.); comunque conclude dicendo che «lo Stato non si deve intromettere nelle scelte delle donne»  e che la Roe vs Wade non si tocca. La sentenza Roe vs Wade ha introdotto nel ’73 l’aborto libero e gratuito fino al nono mese.

USA, Canada e Cina sono i principali tre Paesi nel mondo in cui l’aborto è legale per tutti i nove mesi senza limiti. In USA però, alcuni Stati federati hanno introdotto delle leggi limitative, grazie all’incessante impegno quarantennale dei pro-life.

La Clinton dal canto suo ha sempre votato contro le leggi federali che tentavano di limitare in qualche modo l’aborto, anche il tristemente noto partial-birth abortion (aborto a nascita parziale). E ha sempre detto che prima (anche poco prima) di nascere i bambini non hanno i diritti delle altre persone.

Ma il partial birth abortion è solo una tecnica con cui si uccide il bambino quando (essendo il feto grande) non si voglia farlo a pezzi con la tecnica dello smembramento (D&E: sempre sigle asettiche e innocue, per la neolingua). Insomma, è vero che la pratica di schiacciare il cranio non si usa più tanto: si fa un’iniezione di potassio nel cuore del bambino, prima di estrarlo dal ventre materno. Ci piacerebbe non fosse vero, ma è così. E lo fanno pure in Italia, ogni volta che si abortisce un bambino oltre il 3° mese.

Queste non sono “bufale”, checché ne dicano quelli che non vogliono vedere perché accecati dall’ideologia della “cultura della morte”.

Qui di seguito ci sono cinque luoghi in cui le donne possono ottenere l’aborto fino a tutto il nono mese di gravidanza, adesso, ora, nell’ottobre 2016.

aborto tardivo - quante cliniche
Negli Usa, l’aborto tardivo oltre le 20 settimane. è praticato dal 164,32% delle cliniche che offrono “il servizio” (circa 511).

1. Southwestern Women’s Options, Albuquerque, New Mexico – Abortisti: Shelley Sella, Susan Robinson, Carmen Landau, Curtis Boyd, Emily Rothman
Il New Mexico è il “Wild West” per l’aborto tardivo. Le leggi dello Stato non pongono alcun limite né regola ad esso. Questa struttura è il più grande centro che pratica l’aborto tardivo  negli Stati Uniti. Utilizza la tecnica dell’aborto per induzione per la maggior dei casi. È una procedura modificata rispetto al partial- birth abortion . La documentazione di queste pratiche purtroppo si raccoglie quando qualche donna ci lascia la pelle: Per esempio quiVedere qui altra documentazione.

2. Boulder Abortion Clinic, Boulder, Colorado – Proprietario  e gestore Warren Hern
Anche la legge del Colorado permette l’aborto per tutti i nove mesi di gravidanza. Hern ha scritto libri di testo su come si fa l’aborto e ha anche inventato nuovi strumenti  e metodi per farlo. È in corso una causa federale di una paziente cui è stato lasciato nell’utero un pezzo di 4 centimetri del cranio del bambino. Ora non può più avere figli.
Qui si può visualizzare documentazione aggiuntiva

aborto tardivo - dati
Il 75% delle cliniche che praticano l’aborto oltre le 20 settimane, si rifiutano di andare oltre le 24. Il 22% arriva a 28 (settimo mese!), il 3 % ha lo stomaco di “fornire il servizio” fino al nono mese. Legalmente, per le leggi che ha approvato anche la Clinton.

3. Women’s Med Center, Dayton, Ohio – Proprietario e gestore Martin Haskell
Haskell è considerato da molti (non da tutti) l’inventore della procedura dell’aborto con nascita parziale. Anche in questa clinica sono stati documentati un certo numero di donne seriamente danneggiate dall’aborto tardivo. Recentemente pare che abbia praticato un aborto forzato – tardivo – su una donna incapace di intendere e di volere. Haskell ha più volte avuto problemi a mantenere la sua licenza perché non ha alcun accordo con una struttura ospedaliera dove mandare le donne in caso di complicazioni , come richiesto dalla legge dell’Ohio. Per il momento gli è concesso di operare in deroga a detta normativa.
Qui la documentazione aggiuntiva.

4. Pro-Choice Medical Center, Beverly Hills, California- Proprietà e gestione di  Josepha Seletz
La Seletz utilizza il metodo dell’aborto per induzione (iniezione di potassio nel cuore del bambino quando è ancora nel ventre materno e poi si induce il parto) per praticare l’aborto nel terzo trimestre.Si vanta di essere “il fornitore di aborto più esperto nella parte occidentale degli Stati Uniti.”
Vedi documentazione aggiuntiva

5. Germantown Reproductive Health Services, Germantown, Maryland – Abortista  LeRoy Carhart
LeRoy Carhart è tra i peggiori abortisti che praticano l’aborto tardivo negli USA. È responsabile della morte di Jennifer Morbelli, 29 anni, morta per le complicazioni per un aborto a 33 settimane il 7 febbraio 2013, e di Christin Gilbert, 19 anni, morta sempre per un aborto nel terzo trimestre quando Carhart operava in Kansas nel 2005. In numerosi altri casi  donne che hanno rischiato la vita hanno denunciato Carhart. E’ stato accusato del traffico di parti del corpo dei bambini abortiti e sono stati trovati nella sua clinica  i cadaveri di bambini che erano nati vivi dopo l’aborto. Qui altra documentazione aggiuntiva.

Francesca Romana Poleggi

P.S.: Qui si spiega come si fa l’aborto per induzione, ma non ci regge il cuore, al momento, di tradurlo.

P.P.S: Nota per chi si appresta a commentare questo articolo: verranno ignorati – oltre ai volgari, violenti ecc. – anche i commenti di chi mostra di non aver letto con attenzione l’articolo e non aver aperto i link con i documenti connessi.

Fonte: LifeNews.com


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