25/04/2018

Aborto: quando a morire è anche la libertà

Abbiamo visto come vittime dell’aborto siano tanto i bambini, che da esso vengono uccisi, quanto le donne, che, quando non muoiono a causa di esso (eh sì, può succedere ,anche se è legale), subiscono le sue conseguenze sia sul piano fisico che su quello psichico.

Purtroppo, un articolo di Centro Pagina ci dà il triste annuncio del fatto che l’aborto ed i suoi strenui sostenitori mietono anche un’altra vittima: la libertà.

Pare infatti che sia stato istituito un coordinamento regionale atto a difendere i “diritti” della donna da ciò che rappresenta per essi una terribile minaccia: l’obiezione di coscienza.

Come spiega una portavoce del coordinamento “194 Senza Obiezione”, ci sarebbero alcune zone delle Marche in cui vi sarebbe il 100% di medici obiettori. Pertanto l’impegno degli aderenti a tale organizzazione sarebbe volto ad «aprire un tavolo di confronto permanete con la Regione affinché venga attuato un controllo serio».

Già in passato, la “Sinistra italiana” di Ancona con l’associazione Luca Coscioni, i Radicali delle Marche, e altre associazioni e partiti di sinistra, in una conferenza stampa hanno denunciato il fatto che sempre più medici si avvalgono della propria libertà di coscienza.

In quell’occasione, è stata anche predisposta una lettera-diffida firmata dai rappresentanti delle varie associazioni e partiti politici indirizzata al Presidente della Regione Marche, al Direttore Generale dell’ASUR e anche al Ministero della salute per chiedere la piena applicazione della legge sull’aborto.

Ma, se questo “problema” è davvero così grave e diffuso come affermano, bisognerebbe chiedersi: come mai il numero dei medici obiettori è in continua crescita? Si saranno forse resi conto che si tratta dell’omicidio di un bambino?

Ed ora che ne sarà dei medici obiettori? Faranno come al San Camillo di Roma, in cui ne assumono solo di abortisti? In quali altri modi tanti medici saranno costretti a procurare l’aborto, pur non volendo? E i loro diritti? La loro libertà? Dove sono andati a finire?

Luca Scalise

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