28/08/2025

Ecco come la Scienza smentisce la propaganda abortista

Ginecologo, scienziato, clinico e cattedratico di chiara fama, il professore Filippo Maria Boscia vanta più di mezzo secolo di esperienza nel campo della medicina riproduttiva. Professore universitario di Fisiopatologia della riproduzione umana e Bioetica, presidente onorario della Società Italiana di Bioetica, già presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci), è socio fondatore e membro del comitato direttivo dell’Osservatorio Permanente sull’Aborto (Opa). Mettendo il suo sapere a servizio delle donne e dei bambini, contempla incantato il miracolo della vita e incanta i lettori con il suo grande amore per l’umanità.




Oggi l’ideologia annichilisce la scienza e sono stati ideologicamente silenziati i tanti studi di alto impatto che ci raccomandavano la prudenza nel campo dell’uso delle pillole post-coitali. Calcolando l’incremento delle vendite delle pillole abortive precoci capiamo che l’ideologia dominante spinge verso il loro uso e abuso nel silenzio incontrastato riguardante sia le controindicazioni che le inarrestabili conseguenze.

A chi irresponsabilmente asserisce che non esistono controindicazioni, dico che tante sono le conseguenze iatrogene, così come tanti sono i criptoaborti, cioè gli aborti mascherati e nascosti.

I veri scienziati hanno sempre considerato le conseguenti tante patologie iatrogene, rilevando quanto queste perdite incidano sulla psiche, sulla memoria e sui percorsi di futura fertilità.

Sono stati volutamente posti sotto silenzio tanti studi e tante pubblicazioni sul rapporto madre-feto e su quei rilevanti gesti psico-dinamici che scientificamente avevano dimostrato la precocità del colloquio biochimico realizzato nell’unità feto-materna cosicché ormai, presi da una forzata visione di oblio, non facciamo nemmeno più menzione di quel contatto comunicativo precoce esistente tra madre e feto.

Epidemiologi di fama mondiale hanno descritto rischi e danni permanenti e non sono casi rari o casi singoli, ma sono realtà rilevanti per numerosità che condizionano successivi stati di sub fertilità, infertilità e sterilità.

L’Opa (Osservatorio Permanente sull’Aborto) è un comitato tecnico scientifico che svolge compiti di analisi dei problemi, studia i fenomeni, ne valuta la fenomenologia, attiva accurate ricerche regionali, nazionali, europee, raccoglie dati statisticamente rilevanti, da anteporre a riflessioni importanti di etica individuale, sociale ed economica.

Ricercando e rispettando la verità scientifica, la volontà dell’Opa è quella di prevenire eventi avversi e di allocare meglio le risorse.

Riscontrando omissioni, politiche di disturbo e mancate azioni preventive, l’Opa attua con coraggio opportuna denuncia, perché da tali mancanze derivano danni umani incalcolabili e rilevanti costi sociali. I costi umani sono consistenti e non sono pura astrazione, ma generano gravi e inarrestabili mali che amplificano le tante disarmoniche diseguaglianze. L’Opa chiama a riflettere su queste tematiche per trovare soluzioni su fenomeni che ancora oggi creano dolorose ferite.

Invito tutti i Lettori a visitare il sito dell’Opa (www.osservatorioaborto.it) e a scaricare i tre Rapporti pubblicati finora che illustrano i costi economici e sociali - in termini di salute delle donne - della legalizzazione dell’aborto: il Primo, del 2021, è intitolato I costi di applicazione della legge 194/1978; il Secondo, del 2022, è Verso la privatizzazione dell’aborto; e il Terzo, del 2024, Tra clandestinità e indifferenza. Inoltre dal sito dell’Opa è possibile scaricare Il dialogo nascosto di Giuseppe Noia che illustra, sulla base di abbondante letteratura scientifica, il rapporto che si crea tra la madre e il figlio fin dal concepimento, prima dell’impianto in utero.

Oggi l’ideologia annichilisce la scienza, ma abbiamo strumenti idonei a non lasciarci ingannare. 

 

 

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