Aborto, in migliaia alla Marcia per la Vita in Costa Rica

Abbiamo già parlato di come molti paesi poveri subiscano pressioni internazionali dai poteri forti, che, in cambio di aiuti umanitari, vogliono imporre la legalizzazione dell’aborto. Ebbene, la Costa Rica è uno di questi.

Ormai, infatti, pare che i grandi promotori dell’aborto non si fermino più neanche di fronte all’evidenza del fatto che questa pratica comporti un vero e proprio omicidio (oltre che gravi rischi alla salute della gestante coinvolta). Quel che vogliono rendere legale è l’aborto su richiesta, senza se e senza ma, senza alcun limite.

Il governo ha già redatto, infatti, un regolamento, come spiega un articolo di Life News, volto a permettere la pratica dell’aborto terapeutico (espressione già di per sé errata, perché l’aborto non cura nessuno) e ancora non si sa bene in quanti casi la possibilità di abortire sarà legale, con questo provvedimento.

Di certo, però, sempre più bimbi non nati corrono il serio pericolo di essere abortiti e il popolo non ci sta. In migliaia hanno infatti riempito le strade e le piazze della capitale, San José, lo scorso 31 agosto, indossando sciarpe blu e sventolando bandiere dello stesso colore in occasione della Marcia per la Vita.

«I gruppi pro-vita Wake Up Costa Rica, Democracy in Action e l'Università Autonoma dell'America Centrale hanno organizzato il raduno pro-vita per esortare il Presidente Carlos Alvarado a non cedere sui diritti dei nascituri». I cittadini della Costa Rica hanno, così, mostrato di appartenere ad una cultura profondamente pro life e di aver fatto propri i valori del rispetto della vita umana e della sua dignità sin dal suo primo istante, cioè nel concepimento: «Siamo contro l’aborto su richiesta e non stiamo tacendo di fronte alle pretese dei sostenitori dell’aborto».

Speriamo che il loro pacifico ma accorato grido non venga ignorato e che il loro impegno in difesa della vita sia preso ad esempio anche da altri popoli.

 

di Luca Scalise

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