29/11/2020 di Luca Scalise

Aborto e abuso di sostanze, perché non bisogna sottovalutarne i traumi

Chi, giustamente, afferma che di aborto ne dovrebbero parlare le donne, farebbe bene a leggere qualche testimonianza di donne che tanti vorrebbero azzittire, perché hanno argomenti troppo scomodi, ma a cui noi di Pro Vita & Famiglia vogliamo, invece, dar voce.

Un articolo di Live Action riporta la storia di Janet, da un libro che raccoglie le testimonianze di varie donne ferite dal trauma dell’aborto. Come sappiamo, l’aborto non è l’asportazione di un neo, è qualcosa di ben più grave e che coinvolge profondamente la donna che vi si sottopone. Janet fu costretta ad abortire, quindi possiamo immaginare il dolore che le sia stato causato.

Quando rimase incinta del proprio ragazzo, suo padre, con urla e pressioni psicologiche, la fece abortire: «Ha detto che non mi avrebbe lasciato rovinare la vita. Ha detto che ero troppo giovane per avere un bambino. Ho provato a dirgli che Greg si sarebbe preso cura di noi e che un giorno io e Greg ci saremmo sposati. Ma papà non ascoltava. Ha detto che avrei abortito così avrei potuto finire il liceo. Gli ho detto che non avrei abortito, ma lui ha detto che l'avrei fatto lo stesso - che era per il mio bene».

La disperazione, dopo l’aborto, fu grande. Rimase incinta di nuovo e stava cercando di nascondere la gravidanza a suo padre, ma lui la scoprì. Questa volta, lui la minacciò di far arrestare il suo fidanzato per stupro, se non avesse abortito. Così, non volendo che il suo ragazzo fosse imprigionato, abortì.

Come si può essere sicuri che una donna sia veramente libera di abortire? Una donna che abortisce per mancanza di soldi è veramente libera? Una donna che abortisce perché è sola e spaventata, perché nessuno è al suo fianco, è libera o costretta a farlo? E una donna che subisce minacce? È libera o obbligata all’aborto?

I due aborti hanno lasciato il segno nella vita di Janet. Secondo il padre avrebbe potuto proseguire gli studi ed affermarsi lavorativamente, ma così non fu. Janet iniziò a darsi all’alcol e all’uso di sostanze stupefacenti. Tentò di suicidarsi. La lotta con i traumi post aborto fu lunga.

Oggi racconta la sua storia, sperando che conoscerla possa servire a tante donne, anche come incoraggiamento, perché guarire si può. 

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