Anche in questo numero si parla (male) dei social e dei telefonini. (La copertina ricorda il potere malefico dell'Anello di Sauron... Avete letto il capolavoro di Tolkien?)
Qualcuno, specie i più giovani, mi dice che esageriamo nel demonizzare la tecnologia: in fin dei conti i device sono comodi, utili, fanno risparmiare tempo e denaro… Vero. Dobbiamo, però, necessariamente fermarci a riflettere. Innanzi tutto, navigando in Internet, dobbiamo ricordare che quando qualcosa è gratis, di solito la merce siamo noi. E poi, chiediamoci: come impieghiamo il tempo che ci fa risparmiare la tecnologia? Appiccicati a uno schermo? Scrollando all’infinito come ebeti? E la comodità non ci rende più pigri e sedentari? Avere tutto lo scibile a portata di click non ci rende più stupidi? Le nuove generazioni sono in grado di girare e orientarsi con una cartina senza il navigatore? I ragazzi sanno le tabelline senza la calcolatrice? E, soprattutto, quanto la dimensione digitale ci fa perdere di ciò che è reale, di ciò che è umano, di ciò che è relazione? Il sudore e le ginocchia sbucciate di chi giocava in strada erano poi una cosa tanto grave?
Rispondiamo sinceramente a queste domande e prendiamo atto che una parte del mondo, per fortuna, sta cominciando a capire che questi strumenti sono diventati i nostri padroni ed è urgente imparare a distaccarsene, se vogliamo salvare la nostra umanità.
Perciò, sì, cari ragazzi: continueremo a mettervi in guardia dai social, dai telefonini e da ciò che sembra darci tante comodità, ma che di fondo ci ruba l’anima.
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