Scrivendo nei registri anagrafici del Comune che una bambina è nata da “due madri” il sindaco di Brescia Laura Castelletti ha certificato una plateale falsità, con una scelta ideologica che, pur di gratificare il movimento LGBT, mette nero su bianco una bugia esistenziale: nessuno nasce da due donne, tutti abbiamo anche un padre, che il business della PMA fa sparire dietro compenso economico per esaudire i desideri egoistici degli adulti di avere un bambino letteralmente a tutti i costi. Tale decisione è purtroppo la diretta conseguenza della scellerata decisione dei giudici della Consulta che, violando le prerogative del Parlamento, hanno deciso di legalizzare il furto del papà, una ferita esistenziale che viola i diritti fondamentali dei minori e che sta producendo in queste settimane, a cascata, decine di falsità mascherata sotto la “legalità” che proprio quella sentenza ha inopportunamente concesso a questo tipo di iscrizioni sui registri anagrafici.
Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus