31/01/2020

Vuoi salvare la terra? Non fare figli! Il libro choc

Incredibile la tesi contenuta nel libro di una femminista tedesca Verena Brunschweiger: «I bambini sono la cosa peggiore che si possa fare per l’ambiente». Che strano, noi “trogloditi” eravamo rimasti alle emissioni di anidride carbonica che causerebbero l’effetto serra, con tutte le conseguenze disastrose del caso. E invece no, a quanto pare, ad inquinare sono i bambini! Questo è l’incredibile pensiero della Brunschweiger contenuto nel suo libro dal titolo che è tutto un programma “Liberi dai figli piuttosto che senza figli”.

Infatti, in un’intervista al quotidiano tedesco Neue Osnabrücker Zeitung, la Brunschweiger, che magari è anche convinta di aver detto qualcosa di eclatante, non fa che riproporre banalmente la trita e ritrita solfa ecologista – neomalthusiana. Ovvero la solita, tetra visione dell’uomo come “cancro” del pianeta, a cui vogliono ormai da tempo farci abituare: «Perché abbiamo bisogno di così tanta energia? Perché viene prodotta così tanta spazzatura? Semplicemente perché siamo tante persone sulla terra. Dobbiamo diminuire altrimenti scivoleremo velocemente in un baratro».

Fa venire i brividi la lucida follia e convinzione con cui queste parole vengono proferite, che rivendicano una pretesa assurda: una sorta di suicidio mentale di massa dell’idea dell’uomo come essere razionale e, proprio grazie alla sua intelligenza, superiore a tutte le altre creature.

E sembrano anche richiamare alla mente le basi ideologiche su cui si giustifica l’aborto e, ultimamente, soprattutto l’uso delle pillole abortive, vero e proprio pesticida e farmaco per una “malattia” chiamata gravidanza.

La Brusnchweiger, continua nella sua intervista da incubo facendo tuttavia una concessione alle coppie che desiderano avere figli. Forse in un sussulto di umanità, non glieli nega completamente, ma consiglia vivamente di circoscrivere questo desiderio ad un figlio solo. Ma come si può pensare che una cultura neomalthusiana e abortista che fa a pezzi la sacralità della vita umana e considera l’uomo una sorta di bacillo mortale da eliminare, possa predicare qualcosa di davvero sensato per l’ambiente e per l’umanità? Siamo, infatti, di fronte ad una vera e propria neo religione, l’ambientalismo che, come i migliori riti pagani, richiede sacrifici umani a tutti gli effetti.

Riti sanguinari, peraltro, già ampiamente in corso da molti anni, se si pensa all’aborto e all’eutanasia, ma ora si rischia di andare ancora oltre affermando la pretesa addirittura dell’estinzione della razza umana. E non stiamo esagerando, lo dice sempre la Brunschweiger nella sua intervista, rispondendo a chi le fa notare che, se si seguissero le sue indicazioni, l’uomo rischierebbe di scomparire dalla faccia della terra: «La natura non ha bisogno di noi […] Questo è il nocciolo della questione […].

Parole agghiaccianti che dimostrano però una certa incoerenza, perché siamo certi che la signora in questione non consideri anche la sua di vita così nefasta e inutile da ritenere indispensabile privarsene e allora… perché quella di tutti gli altri esseri umani sì? E poi davvero si pensa di essere credibili sostenendo di voler difendere il clima e l’ambiente ma non chi lo vive e cioè l’uomo? Si pretende, inoltre, che la vita umana “non abbia un senso” ma quella delle formiche o di un filo d’erba “ovviamente” sì. Insomma, un pensiero privo di pensiero che, come tutte le ideologie, non avendo basi logico-oggettive, si sta cercando di imporre con un martellamento insopportabile, perché, come diceva Joseph Goebbles che di ideologia se ne intendeva, “ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

 

di Manuela Antonacci

 

 

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