07/02/2020

Voci da Night to Shine. Il rettore dell’Europea: «Questi ragazzi ci donano tanto»

Si è tenuta martedì scorso la primissima edizione italiana di Night to Shine, la serata di gala dedicata a giovani dai 14 anni in su con disabilità. Una serata vissuta come in una favola, dove tutti i ragazzi sono stati i protagonisti indiscussi e che ha registrato un grande successo di partecipanti, tra ospiti e volontari.

La serata, organizzata dalla Tim Tebow Foundation e con il patrocinio della Pontificia Accademia per la Vita, quest'anno, per la prima volta, ha visto la collaborazione di Pro Vita e Famiglia. L’intero evento è stato ospitato dall’Università Europea di Roma. Proprio il rettore dell’Ateneo, Padre Pedro Barrajón, ha commentato la serata ai microfoni di Pro Vita & Famiglia.

 

Che significato ha per l’università poter ospitare un evento del genere?

L’universita ha già da tempo un programma che si chiama Responsabilità Sociale con il quale si da agli studenti la possibilità di collaborare a diverse iniziative  in aiuto dei più bisognosi. Nel momento in cui ci hanno proposto, attraverso vari contatti, questo evento, abbiamo subito detto di sì, perché crediamo che i disabili debbano stare al centro dell’interesse di un’università ma soprattutto di una università come la nostra di ispirazione cattolica.

Che valore ha l’accoglienza in questa società e in questo contesto particolare?

L’accoglienza è una virtù umana, è una virtù cristiana e queste persone hanno bisogno di una particolare accoglienza. Devono essere trattate in tal senso, ovvero in quanto persone e non dobbiamo dimenticare che loro donano a noi tanto, tanta ricchezza e il nostro verso di loro è un sentimento di gratitudine. Non è un favore che facciamo, ma è un dovere di gratitudine.

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