23/10/2021 di Stefano Martinolli

Vaccini in gravidanza

Recentemente sono apparsi sui mass media (televisione e radio) interviste e interventi relativi all’indicazione dei vaccini COVID19 nei confronti delle donne in gravidanza. Sono stati esaltati alcuni casi di donne gravide ricoverate in Terapia Intensiva. Questo ha condotto a ribadire l’assoluta e quasi “dogmatica” sicurezza, oltre che la necessità, dei vaccini per questa tipologia di persone.

Esaminando la Letteratura Internazionale, si possono individuare numerosi Clinical Trials (almeno 12 in USA) in fase di svolgimento. Essi hanno avuto inizio in questi mesi e si prevede la loro conclusione tra il 2023 e il 2025. Si tratta pertanto di studi in fase iniziale che avranno bisogno di tempi medio-lunghi per elaborare dati certi, statisticamente significativi. Per il momento è possibile consultare alcuni lavori preliminari che, partendo da alcune osservazioni che descrivono maggiori complicanze da malattia COVID19 nelle donne gravide non vaccinate [JAMA Pediatr 2021 Villar J, JAMA Netw Open 2020 Adhikari, Am J Obstet Gynecol 2021 Lokken], hanno cercato di confermare i vantaggi di somministrare il vaccino COVID19 a tutte le donne in gravidanza. 

Shimabukuro et al. in New England Journal of Medicine del 17 giugno 2021 ha presentato un ampio lavoro americano in cui, dal 14 dicembre 2020 al 28 febbraio 2021, sono state reclutate 35.691 donne, divise in gruppi (vaccinate e non) e controllate mediante vari metodi (V-Safe Surveillance System, VAERS reporting). Sono emersi alcuni dati molto interessanti.

Gli autori, pur sottolineando i vantaggi e la sicurezza dei vaccini, hanno però registrato un tasso di abortività "spontanea" più elevato fra le donne vaccinate rispetto a quelle senza vaccino. Si tratta di percentuali che vanno dal 12,6% al 20,8%. La maggior parte di questi aborti (80,4-92,3%) accade nel primo trimestre di gravidanza. Di per sé questi dati sarebbero poco significativi se non fossero comparati con il tasso di abortività spontanea in USA che si aggira intorno al 4%. Questo vuol dire che il vaccino COVID19 è correlato ad un’abortività spontanea almeno 3 volte superiore a quella fisiologica di quel paese e che questa aumenta quando il vaccino è somministrato nel primo trimestre di gravidanza (NB: tale limite era peraltro stato indicato persino dalla Casa produttrice Psitzer!).

E’ pertanto incomprensibile, ai principi della precauzione medica, la mancanza di limite temporale nell‘uso del vaccino COVID19 nelle donne gravide.

Basti ricordare inoltre che la vaccinazione DTP (difterite-tetano-pertosse) in Italia è consigliata solo dalla 28° settimana di gravidanza in poi. Sono quindi elencate altre complicanze (nascite pre-termine, bambini sottopeso e prematuri, eventuali malformazioni, eclampsia, emorragie, ecc) presenti in egual misura fra donne vaccinate e non. 

Theiler et al. in American Journal of Obstetrics and Gynecology 2021, ha condotto un analisi simile attraverso l’arruolamento di 2002 pazienti presso la Mayo Clinic. L’autore, pur sostenendo con forza i vantaggi del vaccino COVID19 che ridurrebbe la probabilità di ammalarsi, deve ammettere che i dati sono incompleti, viziati da una coorte scelta solo tra gli operatori sanitari e limitati per numero. Lo studio non sembra registrare morti precoci neonatali e non sembrano esservi differenze, statisticamente significative, di complicanze durante la gravidanza e il parto fra le donne vaccinate e quelle non vaccinate. Emerge invece il fatto che il vaccino probabilmente aumenta la percentuale di nascite pre-termine, con tutte le specifiche sequele, specie se questo è somministrato nel 1° trimestre.

E’ pertanto auspicabile che la ricerca vada avanti e i dati siano più completi, per elaborare un giudizio rigoroso e realmente scientifico sulle indicazioni del vaccino alle donne in gravidanza. La medicina è fatta per servire l’uomo, la donna e il nascituro, immagini e somiglianza di Dio, e non può assurgersi a dogma, a Verità assoluta. La scienza è per l’uomo e non l’uomo per la scienza e non deve mai dimenticare di essere un semplice strumento al servizio delle creature e del Creato.  

 
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