23/09/2021 di Manuela Antonacci

Vaccini a donne incinte. L’esperto De Bartolomei: «Non abbiamo nessun dato. Fuori da ogni logica scientifica»

Da diverse settimane si parla ormai della questione legata alla vaccinazione delle donne incinte. In alcuni casi sono stati organizzati degli Open Day, da nord a sud della Penisola. Ma quanto è sicuro? Quanto è efficace? Quanto è opportuno? Abbiamo a tal proposito chiesto un parere al professor Ennio De Bartolomei, oncologo, medico Chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia, diplomato in Oncologia Clinica Umana e Sperimentale all’Università di Parigi Sud nel 1986. È anche membro della FFOM (Federazione Francese Oncologi Medici) e del Mounth Sinai Hospital (New York – U.S.).

 

Cosa ne pensa dei vaccini alle donne in gravidanza?

«Non sono d’accordo, perché non credo che sia una cosa lecita vaccinare le mamme in gravidanza, non sapendo gli effetti che si avranno domani, non sapendo neanche se, in allattamento accadrà qualcosa. Penso che sia un intervento davvero prematuro, per questo non sono d’accordo sull’iniziativa degli Open Day. Penso che sia davvero fuori da ogni logica scientifica».

Perché pensa questo?

«Non credo nemmeno che ci sia una letteratura che sostenga che una donna in gravidanza trasmetta il covid al bambino. Bisogna anche sfatare questa diceria: che i soggetti fragili sono quelli che vanno vaccinati prima, perché il soggetto debole, fragile o immunocompromesso ha un sistema immunitario che non risponde bene al vaccino, soprattutto quando esistono le mutazioni del virus e cioè, nell’immunocompromesso».

Le donne incinte quindi potrebbero farne a meno?

«Beh sì, anche perché mi risulta, inoltre, che le donne in gravidanza vadano vaccinate solo per determinate patologie, peraltro, le donne gravide, se davvero fossero “soggetti fragili” e fossero particolarmente esposte a problemi respiratori, tali da giustificare un vaccino di questo tipo, allora dovrebbero proteggersi da tutte le polmoniti, i batteri, dal meningococco ecc. Cioè voglio dire, la polmonite da micoplasma, che si è sempre curata, è una polmonite interstiziale, né più né meno che una polmonite da Covid. La differenza è che, nei reparti di pneumologia, le polmoniti interstiziali vengono curate, nei reparti da covid, entrano persone che non sono state curate a casa, quindi, ormai, in fase terminale».

  

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