25/09/2020 di Luca Scalise

Utero in affitto, un orrore dalle terribili conseguenze

Ricordiamo tutti quel video a dir poco agghiacciante che mostrava 46 culle in un albergo a Kiev con bambini, nati con la pratica dell’utero in affitto, ivi parcheggiati, come merce in giacenza, in attesa di essere ritirati dalle coppie straniere che li avevano commissionati e non potevano raggiungerli a causa delle restrizioni per via del Covid.

Purtroppo, non è un caso isolato. «Centinaia, forse migliaia di bambini nati da madri che nel mondo si sono prestate a una maternità surrogata per cittadini cinesi restano nei Paesi di nascita, in un limbo pieno di incognite e pericoli», spiega un articolo di Avvenire.

Questi bambini, seppur così piccoli, ne hanno già passate tante. Sono sopravvissuti alla fecondazione artificiale, pratica che comporta il sacrificio di tanti embrioni (cioè bambini), affinché almeno uno possa sopravvivere. Alla nascita, poi, vengono strappati dal ventre materno: trauma, questo, tanto per loro, quanto per le donne che li hanno partoriti.

D’altra parte, anche queste ultime se la sono vista brutta: «la cessione di ovuli comporta un procedimento invasivo, iniezioni di ormoni, un intervento chirurgico per il prelievo con effetti collaterali frequenti e gravi. La sindrome da iperstimolazione ovarica può condurre persino alla morte», spiegavamo in un articolo.

Il desiderio di un figlio non dà il diritto a nessuno di sfruttare in questo modo il corpo femminile, né di comprare dei bambini come fossero oggetti, selezionando le caratteristiche desiderate e avendo la possibilità di rimandarli al mittente nel caso in cui si scoprisse qualche malformazione, malattia o disabilità (alla faccia dell’inclusione).

Tutto ciò è una vergogna ed è vergognoso sentir associare questa pratica che offende la dignità di donne e bambini a una nuova forma di progresso, o, peggio ancora, a un diritto; come se il figlio fosse il diritto di qualcuno e non un soggetto di diritti.

Per questo, la nostra associazione ha accolto «con fiducia e speranza la notizia che» lo scorso 23 settembre in Commissione Giustizia alla Camera sia iniziato «l'esame della proposta di legge di Fratelli d'Italia perché finalmente» l’utero in affitto «sia punibile in Italia anche se commesso all'estero».

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