26/02/2022 di Luca Volontè

Uteri artificiali possibili entro pochi anni. Una “benedizione” o un abominio?

Sempre più esperti stanno stimando che la scienza potrà iniziare a sviluppare uteri artificiali entro pochi anni. Un pericolo che sta già facendo scoppiare questioni cruciali sull’etica di una tale pratica, soprattutto nel Regno Unito

 La sostenitrice delle ragioni della vita, Madeline Page, ha spiegato a GB News i progressi degli uteri artificiali e il loro probabile uso per la produzione ‘in scala’ di esseri umani, in un futuro non troppo lontano. Pur affermando che molti pro-life possono accogliere con favore l'introduzione dell'utero artificiale nella misura in cui evidenzierebbe l'umanità dei bambini nel grembo materno, Page ha anche riconosciuto i molti e potenziali lati negativi per cui un processo innaturale come questo andrebbe ad alterare l'esperienza del legame prenatale tra madre e bambino, nonché sostituirsi alla naturale stessa.

La Page ha detto: "Una parte di me pensa che potrebbe essere una buona cosa per il movimento pro-vita. Ci permetterà di ri-umanizzare il non nato, anche i sostenitori dell'aborto potrebbero essere abbastanza ansiosi, perché ovviamente, con le nuove tecniche, le donne avrebbero la possibilità, se non vogliono rimanere incinte, di mettere il loro bambino in un utero artificiale". Gli argomenti a favore dell'aborto basati sull'autonomia corporea, incarnati dallo slogan "il mio corpo, la mia scelta", sarrebbero spazzati via dall'introduzione dell'utero artificiale perché con questa pratica una donna non dovrebbe più porre fine alla vita del suo bambino non ancora nato attraverso l'aborto per dimostrare la propria autonomia, ma sarebbe in grado di rimuovere il bambino e metterlo in un utero artificiale, senza alcun bisogno di ucciderlo.

Una provocazione la nostra, ovviamente, perché siamo ben consci che ci sono bel altre e gravi implicazioni se ciò dovesse avverarsi. L’utero artificiale, infatti, spazzerebbe via ogni legame tra madre e figlio durante la gravidanza e, come abbiamo detto, andrebbe a “robotizzare” la più antica e vitale delle prassi naturali e umane: la crescita di un bambino nel grembo materno per venire poi alla luce.

Secondo la BBC, l'obiettivo degli uteri artificiali sarebbe quello di "fornire assistenza ai bambini estremamente prematuri che non possono essere trattati nelle incubatrici tradizionali perché i loro organi non sono completamente sviluppati, specialmente i polmoni. Prove di successo sono state fatte in agnelli prematuri". Non sarà un caso che alcuni grandi guru dell'industria tecnologica come Sahil Lavingia, l’inventore di Pinterest, e Vitalik Buterin, uno dei fondatori della criptovaluta Ethereum, abbiano  espresso sostegno all'idea. In un tweet Lavingia ha detto: "Dovremmo investire nella tecnologia che rende l'avere figli molto più veloce / più facile / più economico / più accessibile come il grembo sintetico".

All’opposto, contro questa estrema commercializzazione della donna e del bambino e questo sfacelo onirico della natura e della Creazione, la portavoce di Right To Life UK, Catherine Robinson, ha frenato i facili e falsi entusiasmi: "Questa tecnologia è davvero una benedizione mista. Da un lato, se la tecnologia funziona, significa che i bambini nati prematuramente avranno una possibilità di sopravvivenza molto maggiore di quella che avrebbero avuto senza l'utero artificiale. Dall'altro lato, però, la rottura del rapporto madre-figlio in gravidanza non sarà senza conseguenze".

Una cosa è certa, come tutte le invenzioni della mente umana, e in particolare della medicina, bisognerà – in caso – sapere dove fermarsi, per trarre solo il meglio e il buono dagli sviluppi della tecnologia, senza però intaccare mai, neanche per un momento, nessun aspetto della natura umana.

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