13/01/2021 di Manuela Antonacci

Scuole chiuse e futuro nero, ma Azzolina parla di "educazione all’affettività". I dettagli

Una novità importante e inaspettata, sta per arrivare nel mondo della scuola, i cosiddetti “ristori formativi”. L’espressione suonerebbe anche bene, ma di cosa si tratta effettivamente?

Ce lo spiega direttamente il ministro Azzolina, la quale chiarisce subito che si tratta di “corsi di recupero per gli studenti che sono rimasti indietro e che non sono soltanto quelli delle superiori, ma anche i bambini della primaria, che sono tornati a scuola, ma vengono da tre mesi di didattica a distanza dell'anno precedente".

Oltre a queste lezioni concentrate, il ministro, ha manifestato anche l’intenzione di chiedere "ristori formativi sia per fare degli apprendimenti potenziati anche nel pomeriggio, e soprattutto per dare un supporto psicologico ulteriore e per l'educazione all'affettività che forse ci può evitare quelle scene di risse tra i nostri giovani che in questi giorni sono diventate più frequenti.” Ha poi sottolineato che non si può aspettare l’estate ma che si interverrà subito.

Strano che, per la tanto invocata riapertura delle scuole, non si sia manifestata tanta fretta e tanto zelo. Sicuramente il ministro Azzolina si è detta più volte contraria alla didattica a distanza, ma poi di fatto, non si è agito in alcun modo per risolvere le tre questioni nodali legate alla mancata riapertura delle scuole: la scarsa efficienza dei trasporti, la carenza dell’organico, il sovraffollamento delle aule. Tre punti deboli legati al sistema scolastico che si sono più volte portati all’attenzione del ministro.

E invece no, si è pensato a prolungare le ore di studio, con tutte le difficoltà di concentrazione che già la Dad porta, normalmente, con sé, per il mezzo di apprendimento che risulta in se stesso scarsamente efficace e a introdurre una non ben specificata educazione all’affettività, “per evitare risse”, dice la Azzolina. Ma noi ci chiediamo in che senso. Abbiamo già sentito più volte in passato questo tipo di rassicurazioni: “per combattere il bullismo”, “per prevenire la violenza sulle donne”, rassicurazioni che si sono rivelate, poi, il cavallo di Troia per introdurre ben altre idee.

E poi questa gran fretta nel voler realizzare tutto ciò è davvero strana e anche ingiustificata, se si pensa che la questione ben più grave, legata alla necessità della riapertura delle scuole, vitale per l’apprendimento dei ragazzi e per le loro sane esigenze di socializzazione, cosa che già da sola contribuirebbe a prevenire eventuali episodi di bullismo e violenza, viene accantonata come al solito e scaricata alle responsabilità delle Regioni che come dice Azzolina “Decideranno quando riaprire le scuole. Hanno il potere di farlo, e lo hanno dimostrato". 

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