11/12/2020 di Manuela Antonacci

Scuola: Suor Alfieri a Quarta Repubblica denuncia la cattiva gestione della pandemia da parte del governo

Con la schiettezza e la chiarezza che la contraddistingue suor Anna Monia Alfieri, premiata ultimamente con l’ambrogino d’oro per il suo impegno in difesa delle scuole paritarie, non le manda certo a dire, nella sua intervista durante la trasmissione “Quarta Repubblica” condotta da Nicola Porro.

Interrogata dal giornalista su una serie di contraddizioni emerse durante la gestione della pandemia e portate avanti dal nostro governo, non ha esitato a denunciarne alcune.

Il dialogo tra Porro e suor Anna Monia Alfieri si è aperto con una sorta di provocazione da parte del giornalista che le chiede un commento sull’anticipazione dell’orario della Messa di Natale imposta dal governo, con la motivazione che il cambiamento dell’orario della celebrazione non toglierebbe nulla all’evento e alla Festa. Suor Anna è partita proprio da questa giustificazione per sottolineare come questa frase manifesti la tendenza a banalizzare tutto, oggi “Il vero problema è che La gente comune, il popolo non si ritrova perché viene tutto banalizzato, noi dovremmo spiegare il perché delle nostre decisioni. La gente si chiede quanti contagi si sarebbero evitati in sole due ore. Io dico che, piuttosto che manifestare accordo o disaccordo con questa soluzione, bisognava spiegarla meglio rispettando anche la sensibilità del popolo. Della libertà non si può mai fare a meno, è fondamentale e chi veramente ha a cuore la libertà delle persone, tiene sempre insieme i diritti, i diritti non vanno mai messi allo scontro. […] Io credo che si possano tenere insieme il diritto alla salute come alla libertà, perché la libertà muove le responsabilità e allora forse, se la libertà muove le responsabilità agisci meno di costrizione e ottieni molto di più”.

E aggiunge, rispondendo a Porro che le chiede se effettivamente l’emergenza sanitaria sia stata gestita bene o si sarebbe potuto fare di più: “Credo che l’attuale governo non sia responsabile di eredità di sistemi malsani come non sia responsabile del covid ma sia responsabile di una gestione che definiscono abbastanza approssimativa”. E incalza: “In queste ore ci corre l’obbligo di dire dove sono le responsabilità per trovare le soluzioni. Perché dico che è stata gestita in modo approssimativo? Primo perché è stata sottovalutata e non possiamo più permettercelo, secondo perché non si è agiti nelle aule parlamentari. Di fronte alla difficoltà se ne esce ripercorrendo le vie delle democrazie che in Italia si chiama Parlamento e non dpcm o voto di fiducia”.

Riguardo poi la chiusura delle scuole, in risposta alla domanda di Porro che le chiede se si può parlare di uno scandalo, a riguardo, suor Anna risponde senza esitazione: “Sì è uno scandalo, le scuole in Italia non hanno chiuso causa covid ma perché il covid non ha fatto che stressare il sistema scolastico italiano che aveva già di per sé dei limiti. Era un sistema scolastico iniquo.  […] Il covid è stato quel cigno che, se il governo avesse fatto la cosa giusta sarebbe diventato un’opportunità.”

E di fronte alla domanda incalzante di Porro su cosa avrebbe dovuto fare il governo, suor Anna risponde, senza manifestare alcuna ombra di dubbio: “Il governo avrebbe dovuto fare come tutta Europa, accordi tra le scuole pubbliche statali, 40.000 sedi scolastiche, e le 12.000 sedi scolastiche paritarie e rimettere in classe 8 milioni di studenti in sicurezza, grazie agli ambienti, avrebbero così superato il problema delle aule che mancano e dei mezzi di trasporto, tramite l’accordo tra mezzi di trasporto pubblici e privati, oltretutto in Italia abbiamo una carenza di organico […]. Quindi la scuola non è ripartita perché mancavano le aule, i mezzi di trasporto e la carenza di organico. La risposta era accordi fra le scuole pubbliche statali e paritarie.” Invece, aggiunge, la soluzione sono stati i surreali banchi a rotelle che non erano la soluzione e non sono neanche arrivati. “Aver chiuso la scuola significa condannare l’Italia ad una vita di stenti, la DAD ha reso il sistema scolastico ancora più iniquo” chiosa la religiosa.

 

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