08/10/2020 di Manuela Antonacci

Scuola e libertà educative sempre più in pericolo in Italia. Il commento di “nonna” Maura Granelli

Il 10 ottobre a Roma si svolgerà una manifestazione per difendere i “diritti dei bambini”, il motto è “I figli al centro”, un evento che intende difendere la libertà educativa dei genitori a 360 gradi. Per capire meglio di cosa si tratta ne abbiamo parlato con la promotrice Maura Granelli, meglio conosciuta come “nonna Maura”

 

Qual è lo scopo di questa manifestazione?

«A noi interessa principalmente il benessere e il futuro dei nostri bambini. Lo scopo è quello di unire le forze di tante associazioni. Quindi non sarà una manifestazione di protesta perché le protesta le abbiamo già fatte, sarà una specie di conferenza all’aperto, faremo intervenire tutte le associazioni che si sono unite sotto la bandiera dei bambini, infatti abbiamo come motto “i figli al centro”: proporremo unione e azioni concrete. Ci saranno associazioni di avvocati, di medici, di famiglie e cercheremo di trovare delle risposte, di unire le forze per contrastare questa aggressione, questo abuso che si sta esercitando in questo momento, soprattutto nella scuola, per dare ai genitori delle risposte. Ma ci auguriamo anche che i genitori portino i loro figli perché sappiano qual è il motivo per cui le mamme e i papà scendono in piazza, per difendere il loro futuro. Non abbiamo voluto alcun tipo di propaganda, perché nessuno deve apparire: i rappresentanti di ciascuna associazione avranno il medesimo tempo di parola, me compresa che sono la principale organizzatrice, perché vogliamo che siano i figli al centro».

Appunto “I figli al centro”, si legge sulla locandina della manifestazione. E’ come se si cercasse di proteggerli da qualcosa: oggi i bambini sembrano davvero nel mirino delle lobbies al potere, pensiamo ad esempio all’imposizione dall’alto dell’ideologia gender. E’ d’accordo? I ragazzi subiscono questo tentativo di dominio ideologico?

«Sì, mostruosamente, la famiglia al momento è abbastanza disastrata: tra i problemi lavorativi, le famiglie che non hanno sostegno nel seguire i loro figli (il reddito di cittadinanza è previsto per categorie che oltretutto non lo meriterebbero neanche e non viene dato a quella mamma che è rimasta da sola, deve guardare i suoi figli e non può andare a lavorare) i bambini sono diventati il centro dell’interesse maligno di un certo tipo di sistema che li vuole rendere, intanto proprietà di uno stato e non più di una famiglia.  Infatti noi abbiamo istituito l’osservatorio dei genitori nelle scuole, perché si creano casi anche drammatici negli istituti scolastici. La nostra battaglia è anche contro chi, all’interno della scuola, compie abusi a livello educativo, su questi bambini. Abbiamo un sistema che non tutela né i bambini né le famiglie. I bambini devono essere educati dalla famiglia e dalla scuola semplicemente istruiti. Quindi questa storia che, ad esempio, si insegni loro che possano e debbano scegliere tra più identità di genere fa inorridire, supera davvero ogni limite».

Parliamo della scuola e della crisi sanitaria che sta affrontando, spesso senza ancora aver ricevuto fondi e i tanto decantati banchi

«Noi crediamo che il ministro Azzolina abbia tutto in mente tranne che la scuola, tra le sue priorità. I bambini che mi chiamano, prendendomi per un supereroe, denunciano che a scuola non si impara, addirittura non ci vogliono andare, si disperano, mi dicono che gli sembra di andare in prigione. Poi ci sono, oltre ai provvedimenti insensati, gli istituti scolastici che esagerano veramente: ad esempio ieri, accoglievo la denuncia di alcune madri riguardo una situazione incresciosa che si sta verificando in un istituto qui a Genova. In questa scuola le ragazzine sono obbligate a tenere la mascherina tutte e sei le ore della lezione, una di loro si è sentita male, è svenuta. La cosa più grave è che il medico di famiglia stentava a credere che si trattava della mascherina “allora gli infermieri dovrebbero essere tutti svenuti”, che discorsi sono? Noi faremo un’azione decisa contro tutti questi abusi».

Quanto non è libera la libertà educativa in Italia?

«Ognuno dice quello che vuole purtroppo. Ci sono insegnanti che fanno fare temi sul Covid, terrorizzando i bambini. Da parte degli insegnanti è sin troppo libera, devono esserci delle regole, nessuna forma di aggregazione sociale può essere libera da regole, le regole del vivere civile, le regole educative, le regole democratiche nell’espressione. Ma democrazia non vuol dire che posso andare a scuola ad insegnare che devi vestirti da donna per capire se ti piace».

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info