La via della pedopornografia e della pedofilia passa anche per le bambole gonfiabili. Stiamo infatti parlando dello scandalo esploso in queste settimane in Francia, dove la nota piattaforma cinese di e-commerce Shein ha messo in vendita modelli di bambole gonfiabili con le sembianze di bambine: praticamente una chiave di volta per sdoganare l’inquietante tabù.
Un caso anche politico
Pur avendo l’azienda ritirato il prodotto dal mercato francese, pochi giorni dopo l’apertura del primo punto vendita Shein a Parigi, la vicenda è diventata anche un caso politico. Il ministro francese dell’Economia, Roland Lescure, ha definito il fatto «indecente e inaccettabile», promettendo di mettere al bando Shein nel Paese, se episodi simili dovessero ripetersi. Da parte sua, il primo ministro Sebastien Lecornu ha avviato una procedura di sospensione delle attività di Shein in Francia, fino a quando il gruppo cinese non dimostrerà che i suoi contenuti sono conformi alla legge transalpina. Shein ha preso atto dell’azione governativa e ha mostrato disponibilità: «La sicurezza dei nostri clienti e l’integrità del nostro marketplace sono priorità assolute», ha dichiarato il portavoce dell’azienda, aggiungendo che Shein è disponibile a condividere i nomi degli acquirenti delle bambole al centro del caso. «Saremo completamente trasparenti con le autorità. Se ce lo chiederanno, ci adegueremo», ha aggiunto. Nel frattempo, l’Alto Commissario francese per l’Infanzia, Sarah El-Hairy, ha annunciato che convocherà «tutte le principali piattaforme di e-commerce», nell’obiettivo di risalire ai «fornitori» delle bambole.
L’ombra della pedopornografia
Tutto è nato quando la Direzione Generale per la Politica della Concorrenza, gli Affari dei Consumatori e la Repressione delle Frodi ha riferito di aver segnalato alle autorità la vendita di «bambole sessuali infantili simili a bambine», dopo averne scoperto la presenza sul sito di Shein. La piattaforma e-commerce cinese ha assicurato la rimozione dal proprio sito delle bambole incriminate, ma uno degli articoli è stato rinvenuto in un pacco destinato a un 56enne residente nelle Bouches-du-Rhône, nel sud della Francia. Già condannato per reati a sfondo sessuale, l’uomo è stato arrestato e sarà chiamato a comparire in tribunale, mentre il prodotto è stato sequestrato e la procura di Aix-en-Provence ha aperto un’indagine per «importazione, tentata acquisizione e tentato possesso dell’immagine di un minore di natura pornografica».
La battaglia di Pro Vita & Famiglia
Quella contro la pedopornografia e in generale contro la pornografia è una battaglia che, da parte di Pro Vita & Famiglia, va avanti da anni. La onlus, infatti, è in campo con iniziative di informazione, di sensibilizzazione, incontri, convegni e petizioni. Tra queste, la Campagna “Piccole Vittime Invisibili”, lanciata all’inizio del 2022, contro l’ipersessualizzazione dei minori in Rete. In quell’occasione, la campagna fu accompagnata da un libretto informativo rivolto ai genitori sui rischi di adescamento sul web e da una petizione volta a chiedere all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) di adottare le misure più stringenti e sicure possibili per bloccare e filtrare i contenuti violenti e pornografici online, a maggior protezione di bambini e adolescenti.