26/05/2021 di Ufficio Stampa Pro Vita & Famiglia

Prosegue la campagna di Pro Vita & Famiglia contro il Ddl Zan. A Ladispoli e Cerveteri banchetti e camion vela con drag queen e casi choc nello sport femminile

COMUNICATO STAMPA

Prosegue la campagna di Pro Vita & Famiglia contro il Ddl Zan. A Ladispoli e Cerveteri banchetti e camion vela con drag queen e casi choc nello sport femminile

 

26 maggio 2021

L'onlus Pro Vita & Famiglia, con decine e decine di camion vela in numerosi Comuni italiani prosegue la nuova campagna che mostra gli ultimi manifesti choc per dire No al Ddl Zan, una legge sessista e misogina. E ora è arrivata a Ladispoli e Cerveteri.

“Ugualmente - ha affermato il presidente di Pro Vita & Famiglia Toni Brandi - stiamo organizzando decine di banchetti informativi per mettere al corrente la popolazione dei gravi pericoli di questa legge iniqua, visto che per lo più Tv e mass media non informano, mentono o manipolano l’informazione. Gli elettori devono essere informati che senatori come Monica Cirinnà e Alessandra Maiorino sostengono la proposta di legge contro l’omotransfobia. Di fatto sono le principali promotrici di iniziative ed eventi che entreranno nelle scuole di ogni ordine e grado per ‘educare’ i nostri bambini sin dagli asili nido che loro stessi possono ‘percepirsi’ fino a 52 generi”.  

I camion vela, oltre a toccare numerosi Comuni sul territorio, stanno toccando tutte le città nelle circoscrizioni di elezione dei senatori che in Commissione Giustizia stanno appoggiando il Ddl Zan con un richiamo specifico a ognuno di loro, perché rifletta la gente e riflettano anche loro magari.

Chi non vuole Drag queen a scuola a leggere fiabe ai bambini non deve essere tacciato di omofobia o transfobia, è questa la vera discriminazione che sta per essere attuata nei confronti di tanti genitori che non vogliono che i loro bambini debbano celebrare l’omosessualità, il transgenderismo, la bisessualità, il lesbismo e la transessualità come prescritto nell’art. 7 del DDL Zan. Oltretutto, i senatori Cirinnà, Unterberger, Mirabelli, Maiorino e Grasso spieghino ai loro elettori non solo perché si vuole indottrinare i nostri figli alla teoria 'gender', ma come sia possibile che  uomini biologici che si 'sentono' donne possano partecipare e competere in competizioni sportive contro le donne” ha aggiunto e concluso Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita & Famiglia onlus.

 




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