10/11/2019

Pornografia, ecco perché è un pericolo pubblico

L’uso di pornografia non è solo innocuo godimento che non fa male a nessuno. Ha delle ripercussioni notevoli sia su chi se ne serve, sia su coloro che gli sono accanto. Ogni tentativo di normalizzarla è un passo della società verso un vortice pericoloso e dal quale liberarsi non è per nulla facile. Un articolo di Mercatornet evidenzia i suoi effetti negativi.

Anzitutto il porno rende infelici. «Un sondaggio condotto su quasi 800 studenti universitari ha trovato un legame significativo tra l'uso regolare di pornografia e i sintomi depressivi, tra cui una bassa autostima», una crescente tendenza alla solitudine ed una riduzione della capacità di vivere il romanticismo nelle relazioni.

Ma la pornografia non si limita a questo: è una vera e propria droga, genera una grave dipendenza. «Il suo effetto sui consumatori è quasi identico a una dose di eroina o cocaina. La pornografia dirotta il sistema di ricompensa del cervello. Quando gli utenti continuano a tornare sempre di più, pone l'amigdala sotto stress in modo che si ingrandisca, influenzando l'elaborazione emotiva e il processo decisionale».

Altra grande bugia in cui si cade troppo spesso è quella secondo cui l’uso di pornografia abbia il potere di migliorare il godimento nelle relazioni sessuali di una coppia. Pare invece che siano sempre più i giovani che soffrono di disfunzione erettile (che un tempo colpiva i più anziani) proprio per l’incapacità di eccitarsi in un rapporto sessuale, dopo essersi abituati a fare uso di una costante varietà di materiale pornografico.

Per non parlare, poi, dell’impatto della pornografia sui minori, non solo per l’impressionante frequenza con cui il materiale pornografico viene visionato (anche non volendo) da adolescenti e preadolescenti. «Ogni settimana, oltre 20.000 immagini di pornografia infantile vengono pubblicate sul web. E dal 2002, più di 10.000 vittime raffigurate nella pornografia infantile sono state localizzate e identificate».

Dietro l’immagine pornografica, infatti, c’è sempre una persona, che, in quanto tale, merita rispetto e, purtroppo, molto spesso, si tratta di minorenni indifesi e quasi sempre costretti a farsi oggetto del piacere altrui. Inoltre, pare che l’88% delle scene pornografiche rappresentino episodi di violenza, generando, in chi ne è dipendente, una sempre maggiore predisposizione all’aggressività.

Non stupisce, dunque, che i legislatori di sedici stati americani abbiano definito la pornografia un vero e proprio fattore di rischio per la salute pubblica. A tutela delle donne, dei bambini e di ciascuno, è sempre più necessario porre ostacoli alla pornografia, onde evitare un ulteriore moltiplicarsi degli effetti già fortemente negativi di quest’ultima.

 

di Luca Scalise                                                              

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