Non solo, anche quando un gestore di carte di credito ha minacciato di penalizzare Aylo per una piattaforma intitolata "Punire gli adolescenti" che includeva una sezione "Stupro/Brutalità", l'azienda ha rimosso il canale da Pornhub e da Pornhub Premium, ma ha consentito che gli stessi contenuti rimanessero sugli altri suoi siti web. La denuncia sostiene inoltre che Aylo non protegge la privacy e la sicurezza dei dati.

Questo la dice lunga sull'impunità che regna sovrana per quanto riguarda le industrie del porno e su quanto sia mastodontico - parliamo di decine di miliardi di dollari - il business dietro questi contenuti. Bisogna - lo diciamo da anni - correre ai ripari, ma politica, istituzioni e gli stessi "industriali", continuano a rimanere silenti (e complici).