06/11/2025 di Redazione

West Hollywood apre a unioni poliamorose: l’ultimo capriccio dei ricchi

Poliamore a West Hollywood: il consiglio comunale approva un registro per unioni di tre o più adulti, senza limite di partner. Ecco i precedenti.

È vicino a Beverly Hills la città californiana che ha aperto un registro per le relazioni a tre o più adulti. Il nuovo capriccio dei ricchi è il poliamore e la coppia non basta più. La strada intrapresa per arrivare a questo obiettivo è sempre la stessa: la finestra di Overton. 

Il percorso è stato graduale infatti. Nel maggio 2025 il consiglio ha incaricato l’avvocato della città di studiare come tutelare le “strutture familiari diverse”. A marzo 2026 è arrivata un’ordinanza che ha vietato le discriminazioni sulla base della struttura familiare o relazionale, inclusi i rapporti poliamorosi. Il registro è stato il terzo gradino. Il consiglio comunale di West Hollywood ha approvato il 19 ottobre una proposta per riconoscere a livello locale le relazioni domestiche con più partner e creare una procedura di registrazione, simile al programma di domestic partnership già esistente ma aperta a tre o più adulti. Il voto non basta a rendere l’ordinanza operativa: deve ancora completare l’iter di adozione. Il voto, unanime, è stato di 5 a 0. 

Il metodo: un passo alla volta

Chi ha seguito il dibattito sul “ddl Zan” ricorderà lo schema: prima si introduce un principio antidiscriminatorio dal profilo difficilmente contestabile, poi lo si usa come base per ottenere riconoscimenti giuridici più ampi.

Ma il caso non è proprio un caso

West Hollywood conosce bene la strada intrapresa. Nel 1985 fu la prima città americana ad adottare un’ordinanza sulle domestic partnership. Allora si parlava di una tutela minima per le coppie non sposate. Trent’anni dopo, negli Stati Uniti, il matrimonio è stato ridefinito a livello nazionale (Obergefell, 2015). Gli stessi promotori oggi citano proprio quel precedente: l’idea si ispira alla storia della città, che creò il suo programma di unioni civili anni prima della legalizzazione nazionale delle nozze gay. La domanda per il lettore è semplice: se ogni “piccolo passo locale” è stato in passato l’anticamera di una svolta nazionale, perché oggi dovremmo considerarlo distrattamente squallido folklore californiano? È in realtà un progetto ben preciso.

Sul confine che salta: “due” non è più un numero

Il punto giuridico più interessante emerge dalle parole degli stessi funzionari. L’avvocato della città ha spiegato che estendere semplicemente l’ordinanza esistente non funziona, perché la legge statale definisce matrimonio e domestic partnership come unioni tra due persone. E ancora: l’ordinanza non fissa alcun limite al numero di partecipanti, e il consiglio ha istituito un gruppo di lavoro per definirlo. Un esempio per capire l’assurdo: se il numero dei partner non è stabilito dalla legge ma da un gruppo di lavoro, chi risponde del mantenimento, della successione, della responsabilità verso i figli quando un’unione a cinque si scioglie e due partner se ne vanno? Togliere il perimetro significa distruggere e riscrivere l’intero diritto di famiglia.

I precedenti del Massachusetts

West Hollywood non è la prima città a farlo. Nell’estate 2020 Somerville, nel Massachusetts, approvò la prima ordinanza sulle unioni a più partner. Cambridge seguì a marzo 2021 e Arlington ad aprile 2021. L’origine fu quasi casuale: la norma nacque per consentire ai non sposati di visitare in ospedale i partner malati di Covid. Bastò cambiare poche parole: da “entità formata da due persone” a “entità formata da persone”. I numeri dicono molto. Secondo il Boston Globe, a Cambridge risultavano registrate tre persone e altre tre ad Arlington. Se la domanda sociale è così ridotta, a che cosa serve la norma? A distruggere la famiglia e la sua importanza e centralità.

 

 

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