09/07/2015

Perché una petizione contro il ddl Cirinnà: parla Toni Brandi

Perché una raccolta firme, perché il ddl Renzi sulla scuola apre la porta all’indottrinamento gender.

Lo spiega il nostro Presidente, Toni Brandi, a Lucia Bigozzi di Intellego News, in un’intervista rilasciatale questa mattina (8 luglio).

Qui potete leggere la petizione.

Qui potete firmarla.

Una petizione contro la legge sulle unioni civili in discussione al Senato. E’ la prima azione o il primo effetto del Family Day che il 20 giugno ha portato in Piazza San Giovanni un milione di persone. Il Comitato lancia da oggi la raccolta di firme e Toni Brandi, presidente di ProVita ne spiega le ragioni nella conservazione con Intelligonews. Ma svela anche quello che considera “l’imbroglio” della Buona Scuola sull’ideologia del gender. 

– Buona scuola: voi sostenete che esiste una prova del collegamento tra il decreto e l’ideologia del gender. Qual è?

«Il decreto legge, al comma 16 si riferisce al piano triennale dell’offerta formativa e promuove nelle scuole di ogni ordine e grado la sensibilizzazione contro la violenza di genere e tutte le discriminazioni. Il che, sembra una cosa giusta; in realtà fa riferimento alle tematiche indicate dall’articolo 5 comma 2 della legge 119 del 2013».

– Che tradotto vuol dire?

 «Se vediamo l’articolo 5 comma 2 di questa legge possiamo notare il continuo riferimento alla discriminazione di genere che potrebbe intendere la discriminazione tra i due soli sessi, uomo e donna, come hanno dichiarato numerosi membri della maggioranza. In realtà questa legge fa anche riferimento alla Convenzione di Istanbul che è stata attuata in Italia, di fatto, dalla stessa legge 119. All’articolo 3 della Convenzione c’è scritto: “Con il termine ‘genere’ ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti”. Quindi, con queste decreto legge abbiamo l’ideologia del gender nelle nostre scuole».

 – Ma il ministro Giannini ha assicurato il consenso informato dei genitori per le attività extra-scolastiche. Non è sufficiente?

 «Il consenso informato dei genitori esiste già perché l’articolo 30 della nostra Costituzione e l’articolo 26 della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo, assegnano ai genitori il diritto e il dovere di partecipare e di essere responsabili dell’educazione dei loro figli. Il consenso informato sarà raggirato, come è stato fatto dall’Unar e da un centinaio di istituzioni locali – Comuni, Province, Regioni – che hanno introdotto numerosissimi progetti, con la scusa della lotta alla discriminazione. Ma questi progetti celano, spessissimo, un’educazione degli studenti volta a rendere irrilevante la differenza biologica fra i due sessi, a riconoscersi in ogni genere che desiderano – quindi omosessuali, transessuali, bisessuali -, a equiparare ogni tipo di unioni o famiglia e a normalizzare quasi ogni comportamento sessuale.

Vediamo cosa è successo negli ultimi sedici mesi negli asili nido: sono stati fatti leggere libri come ‘Perché hai due mamme, perché hai due papà?Bludental O ‘Il bell’anatroccolo’ dove c’è l’anatroccolo che vuole diventare femmina, o ancora ‘La fiaba di Zaf’ che parla di un bambino che vuole essere femmina e per questo è discriminato da maestri e compagni. Si capisce bene che di fronte a tutto ciò, il consenso informato servirà a ben poco; senza contare che come pubblicato dal quotidiano Il Mattino, il 55 per cento degli italiani è contrario all’ideologia del gender e che una forbice tra il 15-20 per cento non ne sa nulla. Qui sta anche la grande responsabilità dei media che non spiegano veramente cosa sono le teorie del gender».

 – Ddl Cirinnà: da oggi lanciate una petizione contro la legge in discussione al Senato. Perché?

 «Oggi pomeriggio verrà lanciata una petizione contro il ddl Cirinnà promossa da ProVita, Manif Pour Tous, Movimento per la Vita, Age (Associazione genitori), Agesc (Associazione genitori cattolici), Giuristi per la Vita e Associazione Voglio la Mamma costituita da Mario Adinolfi. Il punto è che nel ddl le unioni civili tra omosessuali sono equiparate in tutto e per tutto alla famiglia. A parte il fatto che la famiglia è stata il fulcro della società umana dal suo inizio ed ha la grande responsabilità di procreare, educare i figli e contribuire al benessere della nazione, l’articolo 29 della nostra Costituzione riconosce la famiglia naturale fondata sul matrimonio. Non solo: ci sono due sentenze della Corte Costituzionale (la numero 138 del 2010 e la numero 170 del 2014) che specificano chiaramente che il matrimonio è solo fra un uomo e una donna. Il secondo gravissimo punto del ddl Cirinnà è l’articolo 5 che accetta la cosiddetta step child adoption, cioè il riconoscimento del figlio di uno dei due partner».

 – Cosa temete concretamente?

 «Vorrei sottolineare che se questa legge passerà, sarà una questione di settimane: la nostra Corte Costituzionale emetterà una sentenza per dire che questa è una discriminazione perché non possono esistere famiglie di serie B e quindi avremo le adozioni gay in Italia. C’è poi la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha sancito che nessun Stato membro è obbligato ad accettare matrimoni o unioni omosessuali ma una volta fatte, non può rifiutare le adozioni. Con la petizione vogliamo rafforzare il messaggio di quel milione di persone in Piazza San Giovanni e ricordare a tutti i parlamentari l’effetto catastrofico che questa legge – se dovesse passare – rappresenterà per l’Italia.

Uso il termine ‘catastrofico’ perché gli effetti saranno: la pratica dell’utero in affitto, la compravendita di ovuli e semi maschili che rappresenta un business e danneggia i più deboli e indifesi esseri umani: i bambini. Questo governo dovrebbe, invece, sostenere la famiglia che affronta sempre più difficoltà. Come esempio dovremmo prendere l’Ungheria dove le nascite aumentano. i matrimoni aumentano, i divorzi diminuiscono, i salari e le pensioni crescono perché il governo ungherese sostiene la vita e la famiglia. Chi vuole aderire alla petizione può farlo a partire dalle 16 di oggi collegandosi al sito della nostra associazione: www.notizieprovita.it».

– Ma perché siete così contrari; in fondo legge simili al ddl Cirinnà sono adottate in numerosi Paesi dell’Occidente e l’America di Obama recentemente ha detto sì alle nozze gay in tutti gli Stati.

 «Finora solo in Occidente, eccetto Grecia e Italia, si è sviluppata la strategia pro-lgbt. Circa 140 Paesi nel mondo non hanno perso il buon senso: sia nel 2014 che due settimane fa sono passate in sede Onu due risoluzioni in sostegno alla famiglia naturale col voto favorevole della stragrande maggioranza dei Paesi partecipanti. Perché questo sta accadendo? Perché dietro ai matrimoni gay e alla cosiddetta educazione sessuale dei bambini che altro non è che ‘sessualizzazione precoce’, vi sono centinaia di miliardi di dollari di profitti. Alcune cifre: dietro ai matrimoni gay nella sola America vi sono da 8 a 9 miliardi di dollari; dietro alla fecondazione artificiale circa 10 miliardi di dollari; dietro al ‘sex change’ in crescita nel mondo, almeno 1 miliardo. Se parliamo della sessualizzazione precoce dei nostri bambini, vi sono 15 miliardi di dollari dietro all’industria dei contraccettivi ed almeno 200 miliardi di dollari dietro al porno. Per questo, il popolo del buon senso nato in Piazza San Giovanni il 20 giugno, deve continuare a lottare per i nostri bambini che rappresentano il futuro dell’umanità».

Lucia Bigozzi

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