27/03/2015

Pedofilia: un “genere” tra tanti

I “generi” sono tanti. Tra essi c’è anche la pedofilia.

Ce lo ricorda Massimo Gandolfini in un’intervista al SIR.

La teoria del gender è assolutamente fantasiosa e inaccettabile: non ha nessun riferimento scientifico”. Parola di Massimo Gandolfini, neurochirurgo e vicepresidente nazionale di “Scienza & Vita”, che all’indomani della prolusione del cardinale Bagnasco spiega – in un’intervista al Sir (clicca qui) – come nasce questa colonizzazione anzitutto culturale, “ammantata di nobili sentimenti come la non discriminazione, la parità tra i generi, la lotta al bullismo”.

Pret-à-porter per “individui fluidi”: obiettivo, la “destrutturazione dell’umano” e la distruzione della famiglia, unico baluardo al “transumano”.

Per rispondere all’offensiva già in atto nelle scuole, secondo l’esperto bisogna agire su tre livelli: culturale, informativo e di “militanza”, per “dimostrare da che parte sta veramente l’opinione pubblica”. Perché la parola “transumano”, usata dal cardinale Bagnasco per definire l’obiettivo dell’ideologia del gender, ha suscitato un vespaio di polemiche?

Risponde Gandolfini: “Fa parte del background filosofico a cui l’ideologia del gender si attiene: il poststrutturalismo moderno, in cui viene evocata l’idea che la persona umana non abbia alcuna ontologia propria, sia cioè una ‘non identità’”.

Oggi, infatti, “non si parla più di sessi, ma di generi, e i generi sono tre: maschile, femminile e ‘fluido’”, laddove nel termine fluido rientrano tutte le varianti possibili e immaginabili dell’appartenenza di genere. Compresa la pedofilia, tanto che c’è chi teorizza una distinzione tra pedofilia intesa come appartenenza di genere e ‘disturbo pedofiliaco’ inteso come disturbo della mente”.

Quanto al ddl che propone l’introduzione dell’ora di “orientamento sessuale” nelle scuole di ogni ordine e grado, Gandolfini commenta: “Nelle nostre scuole si sta facendo passare l’indifferentismo sessuale, sostenendo che l’alunno debba essere educato a scegliere fra più proposte davanti a sé. È una colonizzazione ideologica, come dice il Papa, a danno delle figure più deboli che sono i nostri figli.

Ho visto libretti per i bimbi più piccoli con disegni pornografici, con i quali si vuole insegnare a fare sesso nelle forme più disparate. Ma la biologia ci consegna un solo modo di fare sesso, funzionale al mantenimento della specie: gli altri ce li siamo inventati noi”.

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