23/12/2020 di Maria Rachele Ruiu

Paritarie. 70 milioni per insegnanti di sostegno. Suor Alfieri «Soddisfatta, ma continuiamo così per rendere libera la scuola italiana»

Sabato 19 dicembre, in tarda sera, è arrivato l’annuncio dell'avvenuta approvazione dell'emendamento per 70ml rivolto agli insegnanti di sostegno per le scuole paritarie che hanno vissuto in questo tempo pesanti discriminazioni. Un risultato della massiccia campagna contro le discriminazioni subite nelle scuole in questo tempo di pandemia, che ci ha visto accanto a Suor Anna Monia Alfieri, Pro Polis persona con le 70 associazioni, culminata nel web pressing parlamentare dove abbiamo portato il grido di dolore delle famiglie, dimenticate, soprattutto quelle con fragilità. Abbiamo raggiunto suor Anna Monia Alfieri, la condottiera di questa valorosa campagna.
 

Suor Anna Monia, notizia di questo week end è che il parlamento ha accolto un emendamento alla legge di Bilancio che stanzia 70 milioni di euro per le paritarie, in particolare per gli studenti disabili. Come commenta questa notizia?

«In queste ore dobbiamo e vogliamo guardare con grande positività questo risultato, non tanto per la somma in sé che è opinabile, che può essere considerata poco, ma perché lungo questi 300 giorni di covid come società civile, abbiamo costruito quella che è la più ampia trasversalità politica al capitolo scuola per quanto concerne l’autonomia e la libertà, scelta educativa. Una trasversalità senza precedenti che regge e continua reggere: opposizioni (FI-FDI-Lega-Udc-NCI) insieme ad una maggioranza responsabile (PD-IV-LEU- Gruppo misto) hanno nuovamente ripetuto l’esperienza del dl rilancio e insieme hanno votato l’emendamento che stanza ulteriori 70 mln per le famiglie della scuola Paritaria. Già con dl rilancio avevamo visto stanziare 300 milioni di euro per le famiglie che scrivono i figli alle scuole pubbliche paritarie, poco meno di 300 euro a testa vero, ma è tanto se consideriamo che in 20 anni alle scuole paritarie siamo riusciti ad ottenere soltanto 500  milioni di euro, cioè 500 euro. Cosa sta finalmente avvenendo?  Una novità, che per noi traccia un punto di non ritorno, e anche un metodo di lavoro. Noi, più volte, abbiamo invocato il lavoro parlamentare, perché è il parlamento che, rappresentando il popolo, i cittadini, ha in sé la possibilità di una trasversalità, cioè la possibilità della conta dei voti delle opposizioni, ma anche degli alleati di governo. In questo e in tutti i futuri governi».

Cosa intende per metodo?

«Noi avremo sempre un governo degli schieramenti, come è giusto che sia in una democrazia, in una sana dialettica. Ma quando ci sono le tragedie e le disgrazie o anche solo le ingiustizie bisogna ripercorrere le vie della democrazia, e riuscire ad avere le trasversalità e la maggioranza numerica tanto auspicata da Aldo Moro, per cui tra l’altro diede la vita. Noi in queste ore, anche grazie ad un evento straordinario che si è ripetuto, cioè il webpressing organizzato per presentare gli emendamenti da noi proposti a cui hanno partecipato tutti i partiti tranne uno (il M5S), abbiamo ottenuto che le opposizioni comprendessero che al capitolo scuola era necessario lanciare dei ponti verso il governo e creare dei processi di trasversalità, presentando degli emendamenti sostenibili anche dai partiti al governo (tranne il M5S)».

E’ soddisfacente il risultato?

«Lei consideri che allo stato, un alunno che frequenta la statale cosa  8.500, alla paritaria vengono destinati poco centinaia di euro: ancora deve pagare la famiglia. Però sono piccoli passi che stanno colmando le distanze e soprattutto stanno creando un metodo di lavoro. Lavorare insieme per quei temi che interessano la società: la scuola, la sanità, il lavoro, il rispetto per l donne, l’integrazione, al non violenza. Se in queste ore il parlamento decidesse di lavorare su tutti questi temi più urgenti con questo metodo, forse, l’Italia avrebbe più chance».

Come avete, anzi, abbiamo raggiunto questo risultato?

«Questa trasversalità politica è stata possibile grazie alla trasversalità della società civile che in queste ore in modo compatto ha escluso evitato e preso le distanze da qualsiasi strumentalizzazione e soprattutto divisione per poter incidere realmente. Una vittoria. Le destre e le sinistre appoggiando e trovando questa trasversalità hanno gettato finalmente le fondamenta per un futuro che vedrà in Italia autonomia, parità e libertà di scelta educativa a pieno compimento».

Quindi il vostro prossimo obiettivo?

«Il nostro prossimo obiettivo è quello di lavorare perché queste trasversalità politiche reggano e si possa completare quel processo che renda libera la scuola paritaria pubblica e autonoma la scuola statale pubblica in un pluralismo formativo, grazie ad una quota capitaria che dia alle famiglie una reale possibilità di scelta educativa».

In una precedente intervista, però, lei ci aveva detto che sarebbe servito un miliardo di euro per salvare le paritarie e permettere alla scuola tutta di ripartire, statali e paritarie insieme. Sembra un obiettivo lontano.

«Siamo ad un buon punto, invece: se lei considera che quel miliardo lo avevamo pensato sommando 500 milioni alle scuole paritarie + i 300 ottenuti con il dl rilancio + i 70 di questo bilancio, grazie ad un intervento della CEI, con la compartecipazione delle Regioni e dei Comuni, non ci allontaniamo molto dalla cifra ottenuta. Un successo, lo ricordo, della famiglia, delle nostre famiglie. Abbiamo indicato il problema, indicato le soluzioni, e obiettivi certi. Una vittoria delle famiglie di 8 milioni di alunni e della società che evidenzia che, per far ripartire la nazione e la scuola, serve un popolo, tutto».

Lei è considerata una delle voci più autorevoli, le è stato riconosciuto l’Ambrogino d’Oro, per tutto lo sforzo profuso. Ha mai temuto che la sua figura potesse essere strumentalizzata politicamente?

«È un pericolo. Ma chi intende costruire intorno a temi fondamentali come la libertà educativa, deve necessariamente pensare, sapere, che questi diritti possono essere difesi solo grazie ad una trasversalità, una sana alleanza, per il diritto di apprendere che spetta agli studenti senza discriminazione, per la libertà di scelta educativa senza discriminazione, per il diritto di insegnamento dei docenti, per colmare e dare luce al precariato, per ricordare quanto costa un allievo ed evitare lo spreco iniziando a sostenere la quota di 5.500 euro a studente anziché gli 8.500 di ora. La trasversalità ottenuta per noi significa che qualsiasi forza politica sarà al governo domani, si potranno cercare le alleanze traversali. Sì, possiamo essere strumentalizzati, ma io sono persuasa che la verità vince e vincerà sempre. Bisogna avere la pazienza, il tempo, la lucidità, la fermezza, la generosità, pagando con l’esclusione, ma con la certezza che alla fine bene e verità emergono sempre».

Lei è una religiosa, come integra questa sua battaglia nella società civile con la sua scelta radicale di vita?

«Vede, io nella mia scelta di vita religiosa ho seguito Gesù Cristo e queste battaglie le porto avanti proprio da religiosa, perché la mia sfida è una vita religiosa che sia capace di mettersi al servizio della società civile, che lanci ponti, che avvii processi. Se Gesù non fosse andato a casa di Zaccheo, Zaccheo non avrebbe mai dato la sua ricchezza ai poveri, e forse anche a Zaccheo si sarebbe preclusa una possibilità. Ecco la vedo un po’ così, la nostra esistenza. Considerando che la nostra è una umanità che soffre, una umanità che ha bisogno di redenzione, ma anche una umanità con grande cuore, testa, intelligenza, che vanno sempre messe insieme. E’ certo che lungo il percorso forse si potrà essere fraintesi, ma se l’intenzione è retta, alla fine la verità stessa si farà strada. Infatti noi oggi plaudiamo a queste opposizioni e a questi alleati, per aver saputo anteporre a tutto il maggior bene dei cittadini riaccendendo la speranza che l’Italia ha un futuro. Ora si va avanti con coraggio».

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