10/01/2020

Padre di 42 bambini disabili dimostra che ogni vita conta

Nel mondo esistono persone straordinarie, che oltre a mostrare agli altri il bene, lo compiono loro stessi in maniera eroica.

Tonio Tavares De Mello, fondatore di Jesus Menino Disabled Community, è uno di questi.

De Mello è padre di 42 bambini adottati, molti dei quali nati con danni fisici e psicologici a causa di tentativi di aborto.

Davanti all’ambasciatore brasiliano, Nastor Forster, a Washington, insieme ad alcuni dei suoi bambini,  De Mello ha dichiarato:

“Faccio questo lavoro perché è una chiamata speciale di Dio. Per far sì che la vita accada, sto dando la mia vita per molte altre vite” .

117 sono attualmente le persone che vivono nella comunità che ha fondato, dal nome significativo di Hesus Menino, cioè Gesù Bambino.

“Alle nazioni che stanno cercando di attuare questa procedura, io dico: non fatelo! Perché le vostre nazioni diventeranno nazioni distrutte. Una nazione che promuove la morte di persone innocenti o disabili non è una nazione in via di sviluppo, ma una nazione morta” .

Ha anche aggiunto: “Se non fosse per questo perfetto amore per la fiducia di Dio in me, non potrei farlo. Questa forza viene da Dio. Non è umana”.

La lezione che De Mello ed i suoi bambini stanno dando al mondo è che ogni vita, specialmente la più fragile, conta agli occhi di Dio, perché ogni essere umano è stato creato ad immagine Sua.

Oggi che l’aborto viene visto come la soluzione ad ogni problema, ed il numero dei bambini Down sta scomparendo per via degli screening prenatali, e sempre più persone del mondo dello spettacolo (l’ultima è stata Michelle Williams con il suo panegirico sul diritto all’aborto) si stanno schierando a favore di quelli che sono considerati “diritti umani”, la testimonianza di vita di De Mello suscita confusione se non scalpore.

Perché prendersi cura dei bambini disabili, se tanto c’è l’aborto che può tranquillamente “risolvere il problema”?

Quest’uomo brasiliano, nel silenzio e nel nascondimento, sta lanciando un messaggio preciso a tutte le nazioni, specialmente a quelle in cui l’aborto è ormai legge: viviamo in un mondo distrutto, in una nuova Sparta in cui vengono sacrificati i bambini disabili. Ma noi, uomini di buona volontà e soprattutto noi che siamo cristiani, dobbiamo comprendere come il rispetto per il prossimo si concretizza oggi più che mai nella difesa senza compromessi dei bambini senza voce.

Queste testimonianze di vita andrebbero diffuse in tutto il mondo. Ed alla Williams che ha dichiarato che senza l’aborto non sarebbe riuscita a fare carriera, noi rispondiamo con le parole di De Mello:

“Per far sì che la vita accada, sto dando la mia vita per molte altre vite” .

 

di Chiara Chiessi

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