28/10/2019

No alla deriva veicolata da Halloween

Pubblichiamo questa lettera di una Lettrice sul tema di Halloween. Un contributo che può essere di aiuto a tutti coloro che hanno un ruolo educativo per riflettere sui festeggiamenti di Holloween . Al di là delle origini (che secondo alcuni, invece, sono proprio cristiane, cioè derivano dalla festa dei Santi della tradizione cattolica) oggi è un business commerciale che spesso veicola messaggi non appropriati o addirittura pericolosi.



Ci siamo, Halloween è alle porte e come ogni anno pubblicitari, negozianti, insegnanti e non solo, si mostrano interessati e promotori di questa realtà che nulla ha a che vedere con la nostra cultura, fede o tradizione, da sempre intenta a commemorare la ricorrenza dei Santi e dei defunti. 

Le vetrine si addobbano di ornamenti di “morte”: scheletri, fantasmi, ragnatele o zucche con occhi infuocati; a scuola si parla di Halloween e si costringono i bambini a disegnare orripilanti zucche con i denti, streghe o fare ricerche su questa festa pagana, molto lontana dalle nostre radici. Si consumano dolcetti a forma di pipistrello, e suoneranno il campanello delle nostre case per chiederci: “trick or treat” Ovvero, “dolcetto o scherzetto”. 

Pochi forse sanno o preferiscono non sapere che la festa di Halloween, non è una normalissima e innocente ricorrenza creata per far divertire i nostri bambini, ma bensì una festa di origina celtica e pagana. I Celti anticamente festeggiavano la fine della stagione estiva e l’inizio dell’inverno che coincideva con il 1° novembre; il tema principale era proprio la morte, non solo come accostamento della stagione invernale che portava la natura a tacere, ma soprattutto per la credenza che alla vigilia dell’inizio della nuova stagione, e cioè il 31 ottobre, tutti gli spiriti dei morti resuscitassero e proprio in quella notte venivano a contatto con il mondo dei vivi. Per tale ragione i Celti usavano travestirsi con pelli animali o maschere grottesche e accendere dei fuochi per allontanare o spaventare questi spiriti. Successivamente si diffuse anche la tradizione di lasciare bevande e cibarie per i defunti fuori dalle proprie abitazioni, in modo da non essere disturbati dalle anime vaganti di questi ultimi. 

In auge con le nuove tendenze dell’occulto, anche il famoso marchio Kinder Ferrero, adorata da grandi e piccini, ha deciso di lanciare la sua strategia commerciale di cioccolatini e merendine a tema Halloween. È davvero un peccato che anche la Kinder abbia deciso di contribuire alla festa della morte: nella pubblicità in questione mandata in onda proprio in questi giorni, si possono “ammirare” un’allegra famiglia travestita con cappelli da streghe, mantelli, ecc, prepararsi a festeggiare halloween con tanto di formule magiche sui pipistrelli e i fantasmi…

Due sono le conclusioni che possiamo sottolineare:

Perché abbiamo permesso che una festa pagana e priva di significato (perlomeno quello tangibile), cominciasse a mettere radici nel nostro paese, nei banchi di scuola e nelle nostre case e tagliare fuori dai nostri ricordi la festa di ognissanti e la commemorazione dei defunti? Sarebbe utopistico, il ritorno delle nostre feste e tradizioni, più sane e di certo più ricche di significato? 

È allora viva la cultura della luce e la festa dei Santi, viva la cultura della vita e abbasso ogni forma di cultura o tradizione mortifera, viva i figli della luce che sanno camminare al chiarore del sole e che diffondono la bellezza per contrastare ogni oscura laidezza del vivere. 

 

di Santina Giuffrida

 

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