05/11/2019

No al razzismo, no all’odio, ma lasciateci la libertà di dire la verità!

In questi giorni si susseguono sui media accesi dibattiti, anche polemici, relativi alla cosiddetta “Commissione Segre”, la Commissione straordinaria istituita a seguito della mozione proposta da Liliana Segre, prima firmataria, “Per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”.

Qualsiasi persona civile è certamente contro ogni fenomeno di “intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”. Relativamente al lavoro della Commissione, però, alcune cose andrebbero definite meglio. Quanto all’antisemitismo e al razzismo, infatti, i contorni del male da combattere sono abbastanza chiari. Chi crede nella pari dignità di ogni essere umano, a cominciare dal concepito, fino al disabile e al malato terminale, crede nella pari dignità di tutti anche a prescindere dalla razza e dall’etnia.  Quanto all’ “intolleranza” e all’ “istigazione all’odio e alla violenza”, invece,  i contorni del male da contrastare cominciano ad essere piuttosto sfumati. Lo ammette la stessa mozione Segre (che potete leggere qui). 

E ci chiediamo: si potrà, allora,  invocare “tolleranza zero” rispetto, per esempio, alla droga, allo sfruttamento delle donne, senza essere bollati come “intolleranti”? E che vuol dire “istigare all’odio”?

I manifesti col nostro “Michelino”, il bambino concepito da 11 settimane, sono stati censurati e considerati violenti e carichi di odio; per non parlare di quelli che stigmatizzano la barbara pratica dell’utero in affitto (non solo “omo”, ma anche “etero”): già siamo stati ingiustamente e arbitrariamente multati (anche se l’Autority ha riconosciuto la legittimità di quelli contro l’utero in affitto). 

In futuro potremo ancora parlare in difesa dei piccoli e dei deboli?

A leggere la mozione Segre che istituisce la Commissione in questione il dubbio è più che legittimo.

Lo stile, poi, sembra quello dei progetti scolastici dove si parla diffusamente e giustamente di voler reprimere il bullismo e poi, alla fine, o nelle pieghe del discorso, spunta fuori la propaganda della fluidità di genere o dell’omosessualismo. 

Leggete questi due paragrafi, verso la fine del lungo testo della mozione:

«La Commissione ha compiti di osservazione, studio e iniziativa per l’indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche. Essa controlla e indirizza la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale»

«La Commissione può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca».

In buona sostanza, la Commissione potrà toglierci la libertà di dire che i bambini devono avere una mamma e un papà? Considererà “discorso d’odio” il voler mettere in guardia dagli effetti collaterali dell’aborto o di stili di vita e rapporti carnali contro natura? E saranno ugualmente perseguiti coloro che “democraticamente” insultano i partecipanti a un eventuale nuovo Congresso Mondiale delle Famiglie? E sarà ancora possibile organizzare un convegno in cui si parla della bellezza della famiglia naturale o si spiegano i danni irreversibili che fa la triptorelina sui ragazzini pre-adolescenti?

 

 

di Francesca Romana Poleggi
 

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