24/02/2024 di Francesca Romana Poleggi

Nella Preistoria non si abortivano i bambini Down

Anche nell’antichità nascevano bambini con la sindrome di Down o altri problemi genetici e abbiamo le prove che nella preistoria i nostri antenati li trattavano con grande rispetto. 
 
Questa è la conclusione a cui è giunto un team internazionale di ricercatori che ha studiato il DNA di resti di 10.000 esseri umani rinvenuti in antichi luoghi di sepoltura, in Spagna, Bulgaria, Finlandia e Grecia, e ha pubblicato la ricerca su Nature Communications.
 
Sono stati identificati sei bambini con sindrome di Down e uno con sindrome di Edwards, risalenti a 4500 anni fa. Un bambino di sei mesi con trisomia 21 è stato trovato invece  in una grande tomba a portale  nell'Irlanda nordoccidentale risalente al 3500 a.C.
 
Queste otto persone erano state sepolte con cura, spesso accompagnate da oggetti speciali, il che dimostra che fossero tenuti in considerazione anche se erano nati prematuri, o se erano morti molto piccoli. 
 
Sull'isola di Egina, in Grecia,  una bambina di 12-16 mesi conosciuta come LAZ019, morta tra il 1400 e il 1200 a.C.  era stata sepolta con indosso una collana di 93 perle di pasta vitrea, maiolica e corniola di diversi colori e dimensioni.
 
Una femminuccia di sole 28 settimane di gestazione, conosciuta come CRU024 è stata trovata in una tomba a Navarra, in Spagna, risalente all'800-500 a.C.  con un ricco corredo funerario, tra cui anelli di bronzo, conchiglie e circondata dai resti completi di tre pecore.
 
Non sono stati identificati resti di adulti con sindrome di Down. Ma questo non sorprende i ricercatori perché ancora negli anni Quaranta del Novecento l’aspettativa di vita di queste persone era di circa 12 anni.
 
Anche un bambino con la sindrome di Edwards, una rara condizione causata da tre copie del cromosoma 18, che presenta sintomi molto più gravi della sindrome di Down, e che presentava gravi anomalie nella crescita ossea - probabilmente nato morto a circa 40 settimane di gestazione -  era stato sepolto con grande dignità.
 
Se in tutti questi casi i bambini sono stati sepolti secondo le pratiche del loro tempo e della loro cultura, ma con qualche accortezza speciale, vuol dire che erano considerati come minimo membri della loro comunità a tutti gli effetti, curati e amati come e più di qualsiasi altro bambino.
 
È quasi impossibile per noi comprendere la mentalità e le credenze degli europei preistorici e prealfabetizzati che vissero da 3.000 a 6.000 anni fa. Ma evidentemente riconoscevano l’umanità dei bambini nel grembo e la pari dignità di quelli disabili.
 
Ubbidivano evidentemente a  quella  legge che alberga nel cuore di ogni uomo, di ogni tempo, di ogni latitudine.
 
Ubbidivano alla legge naturale che sola garantisce la nostra umanità. Se si ignorano le norme dettate dalla natura umana (da Dio, per chi ci crede), prevale la legge "di natura", la legge della jungla, la legge del più forte.  
 
E da sempre l'uomo ha peccato di hybris, cioè ha preteso di farsi padrone indiscusso del bene e del male.
 
Ecco perché - per restare nel campo dei diritti dei bambini - le leggi positive greche e romane consentivano al padre diritto di vita e di morte sui figli e quindi i non desiderati e gli imperfetti venivano abbandonati sul monte Taigeto o gettati dalla rupe Tarpea
Ecco perché oggi la madre ha il "diritto" di abortire il figlio.
 
Ecco perché oggi, nella maggior parte dei Paesi occidentali, sedicenti democratici, non c’è posto per i bambini disabili: i medici per evitare di essere condannati a onerosi risarcimenti pecuniari consigliano l’aborto al minimo sospetto di malformazione e in massima parte le madri accettano. Tanto che ormai il 90% dei bambini Down non nasce più. 
 
 

 
Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia Onlus sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia Onlus tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.