25/06/2017

Matrimonio gay bocciato: vittoria della famiglia in Lituania

La Lituania dice “No” al cosiddetto matrimonio gay.

La scorsa settimana il Parlamento di Vilnius ha bocciato una proposta di legge presentata dal partito liberale per introdurre nell’ordinamento giuridico il riconoscimento delle unioni per coppie dello stesso sesso.

Con 59 voti contrari, 20 astensioni e 29 a favore, la proposta è stata rifiutata (oltretutto occorre considerare che quando un disegno di legge si trova nella prima fase del suo iter, le astensioni equivalgono ai voti contrari).

La Lituania è un Paese membro dell’Unione europea in cui l’80% della popolazione ritiene ancora che la famiglia sia quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna ed è assolutamente contraria a qualunque legalizzazione delle unioni omosessuali.

Avevamo già dato notizia di un importante movimento di intellettuali lituani che con un appello si sono opposti al cosiddetto matrimonio gay e all’imposizione dell’ideologia gender, paragonata alla violenza del regime comunista.

Tutto ciò sta a dimostrare che si può benissimo essere europei del XXI secolo e una giovane nazione (la Lituania si è conquistata l’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991) e al contempo restare fermi nella difesa della famiglia naturale, ovvero della ragione e del buon senso. Di fronte alla fermezza del popolo lituano i burocrati di Bruxelles devono fare un passo indietro e così anche i politici che per servilismo cercano di compiacere in tutti i modi le istituzioni europee.

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La collina delle croci, luogo simbolo del martirio della Lituana sotto il comunismo

Da notare che il rigetto del ‘matrimonio’ gay è arrivato subito dopo l’approvazione, da parte dello stesso Parlamento, di una legge sull’accordo di coabitazione. La norma serve a regolare i rapporti economici e sociali di tutti coloro che vivono insieme per qualche motivo, si abbiano o meno ragioni di carattere sentimentale: convivenza tra amici, tra fratelli, tra monaci, e così via. L’importante è che sia ben chiaro che non tutti quanti coabitano sotto lo stesso tetto danno vita a una famiglia, perché questa per l’ordinamento lituano è solo tra uomo e donna uniti in matrimonio.

Un esempio di come si possano regolare i diritti privati e le esigenze delle convivenze di vario genere senza però minare e  sminuire la famiglia naturale.

Redazione

Fonte: LifeSiteNews


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