15/06/2023 di Fabrizio Cannone

Massimo Cacciari contro l’utero in affitto. Ecco cosa ha detto

Nel panorama politico odierno, lo sappiamo, non esiste uno schieramento politico assolutamente impeccabile, e in tutti i partiti, come è ovvio, c’è del bene. Non escluso, il partito – spesse volte criticabilissimo – degli intellettuali.

Massimo Cacciari è un filosofo prestato alla politica che però non rinnega il suo impianto umanistico, e non raramente ha avuto il coraggio di andare contro corrente, tirandosi dietro critiche e insulti dalla sponda politica in cui ha militato.

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In un’intervista rilasciata a Federico Novella, e pubblicata su La Verità del 12 giugno, Cacciari si schiera sulla stessa lunghezza d’onda di Pro Vita & Famiglia per quanto riguarda le questioni decisive della bioetica e del rispetto della dignità umana e in particolare – ma non solo – sul tema dell’utero in affitto.

Secondo Cacciari, «ogni idea di famiglia tradizionale è saltata» e oggi la cultura prevalente arriva «alle sue logiche conclusioni». Tra queste, la più aberrante è forse l’utero in affitto, definito dal filosofo come «l’inferno in Terra». Anche perché, «non si può consentire che una persona», nel caso specifico una donna, sia costretta «ad affittare il proprio corpo per procreare». Sarebbe in effetti la riduzione dell’essere umano a merce.

Giustamente per l’ex sindaco di Venezia non importa il motivo per cui la donna accetta di mettere a disposizione il proprio utero per procreare per altri: «subalternità psicologica», «necessità economica», etc. E’ la prassi in sé che è mostruosa. Perché riduce il corpo «ad oggetto» e il bambino a oggetto di mercato.

Per il filosofo tutto ciò segnerebbe «la forma estrema di un capitalismo sfrenato» che sarebbe stato denunciato, già ai suoi albori, dai germanici Marx, Kant e Hegel. Queste tendenze anti-etiche sono fortemente nemiche del mondo femminile, anche se certe presunte femministe se ne dimenticano, specie quando decidono di partecipare ai gay pride, le cui rivendicazioni vanno proprio nel senso della cosiddetta “Gpa”, ovvero la Gestazione per altri.

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Novella chiede a Cacciari se da filosofo può definire cosa sia una donna, visto che la domanda sta creando panico nella trans-sinistra italiana e ancor più americana e anglosassone. E anche qui Cacciari mostra il buon senso del vero intellettuale, osservando che per saperlo «non ci vuole un filosofo, ma un biologo». E la risposta non lascia adito a dubbi. E’ la scienza che decide in materia di sesso, e non teorie astruse come il gender ed altre ideologie disumane.

Alla domanda se le battaglie pro gender debbano essere introdotte nelle scuole di Stato, Cacciari risponde di no, invitando la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che marcia nei gay pride più blasfemi e insolenti, a occuparsi delle «condizioni economiche del Paese».

Cacciari del resto si dichiara amico delle «femministe serie», distinguendole da quelle che «si limitano a ululare di voler far guerra al maschio». Insomma a favore del proto-femminismo storico, che militava per l’uguaglianza uomo-donna, contro il trans-femminismo che nega l’esistenza dei sessi e se a parole dice di voler difendere le donne, nega ogni specificità femminile.

Insomma, di filosofi progressisti così ce ne vorrebbero molti. Ma la carriera, la paura dell’isolamento e la demonizzazione dei poteri forti ne addomesticano molti, inibendoli nella difesa della verità, della scienza e della dignità dell’uomo.

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