21/11/2020 di Luca Scalise

Mamma incinta cura il cancro dopo il parto per salvare il bimbo

In questo periodo in cui sembra che agli occhi di tutti conti solo la vita di chi è produttivo, mentre i più piccoli, i più anziani, i più deboli e tanti disabili vengono quasi automaticamente scartati, l’esempio di certe mamme fa appello alla nostra indifferenza e ci dà modo di recuperare il senso dell’umano, da decenni in via di smarrimento a causa della progressiva diffusione della cultura della morte e delle leggi contro la vita.

Quella che stiamo per raccontare è una storia di coraggio con un lieto fine: la storia della 21enne inglese Ellie Whittaker, che «ha rifiutato di abortire la figlia non ancora nata dopo che le è stato diagnosticato il linfoma di Hodgkin nell'ottobre 2019. Whittaker ha detto che i suoi medici l'hanno incoraggiata a considerare un aborto in modo da poter iniziare la chemioterapia, ma si è rifiutata di sacrificare la vita di sua figlia Connie», leggiamo in un articolo di Life News.

I medici, come troppo spesso accade, le avevano vivamente consigliato di abortire, per poter iniziare la chemioterapia quanto prima, ma lei non ne ha voluto sapere affatto. Abortire sarebbe significato eliminare la vita di sua figlia e questo era fuori discussione.

Così, il 18 marzo 2020 è nata Connie, la sua bambina. Il tumore, nel frattempo, aveva raggiunto il terzo stadio. Si procedette tra la primavera e l’estate a ben 12 trattamenti chemioterapici e finalmente lo scorso mese scoprì di essere ormai libera dal cancro. «Non mi pento della mia decisione e rifarei lo stesso di nuovo», ha affermato, riguardo la sua scelta di tutelare la vita della piccola.

A conclusione dell’articolo, leggiamo importanti informazioni, da diffondere, affinché sia tutelata al meglio e sempre la vita sia delle mamme che dei bambini che portano in grembo: «Nel 2012,  una raccolta di storie di The Lancet ha  dimostrato che le donne incinte non hanno bisogno di abortire per ottenere cure per il cancro. Allo stesso modo,  uno studio del 2015 sul New England  Journal of Medicine ha  rilevato che la chemioterapia non può compromettere lo sviluppo generale dei bambini non ancora nati».

Grazie all’esempio di tante mamme che accolgono i loro piccoli bambini, anche a rischio della propria vita.

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