27/05/2016

Lobby LGBT contro la Brexit: ecco perché

La lobby LGBT britannica a quanto pare ha deciso di schierarsi sulla questione della Brexit: voterà “No”.

Il prossimo 23 giungo i cittadini del Regno Unito saranno chiamati alle urne per decidere se il loro Paese debba restare o meno nell’Unione europea (ecco cos’è la Brexit, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue).

Il premier “conservatore” David Cameron, artefice degli pseudo-matrimoni gay nel suo Paese e promotore delle quote arcobaleno nella Bbc, è fortemente contrario a qualsiasi ipotesi di sganciamento dall’Unione.

Non stupisce allora che anche l’associazionismo omosessualista la pensi allo stesso modo. In un articolo apparso su un organo di stampa della lobby LGBT, il deputato “conservatore” Ben Howlett, dichiaratamente omosessuale nonché strenuo sostenitore della “politica arcobaleno” del premier, ha invitato tutti i membri della comunità LGBT del regno Unito a votare contro la Brexit.

Per la lobby LGBT è meglio, molto meglio, restare sotto la protezione dell’Unione europea. Howlett spiega molto bene il perché.

Come riconosce limpidamente, l’adesione alla Ue è stata di vitale importanza per migliorare i diritti e la qualità della vita delle persone LGBT del Regno Unito. Le direttive comunitarie e gli interventi della Corte di Giustizia europea sono stati di grande aiuto. Ma tutto ciò ovviamene non ha riguardato solo la comunità britannica, bensì quelle di tutta Europa.

È “grazie” alle pressioni delle istituzioni europee se i vari Stati membri pian piano stanno adeguando la propria legislazione ai diktat della lobby LGBT, in modo che scompaiano tutte le presunte discriminazioni ancora presenti. Sono i burocrati di Bruxelles ad adoperarsi perché non vi siano diversità di trattamento, ad esempio, tra i gay francesi e quelli italiani.

Secondo Howlett c’è ancora molta strada da fare per raggiungere la piena uguaglianza. Ecco perché il lavoro di gruppi come ILGA-Europe è preziosissimo in sede Ue. Insomma, se gli organi comunitari sposano sempre più l’agenda omosessualista è perché la lobby LGBT è perennemente in azione.

L’Unione europea, poi, promuove attivamente politiche gay-friendly in tutto il mondo, utilizzando la diplomazia per introdurre nei singoli Stati la lotta alla presunta omofobia, lo pseudo-matrimonio gay e l’adozione per le coppie dello stesso sesso. Il Regno Unito, quini, secondo il deputato del Partito Conservatore, deve continuare a dare il suo contributo a queste politiche.

Per concludere, solo rimanendo all’interno dell’Unione europea – secondo Howlett – è possibile continuare a lottare per i “diritti” dei gay e dunque per il “progresso”.

Insomma, la lobby LGBT sembra convintamente europeista. E ci spiega qual è il ruolo di Bruxelles. Lascio ai lettori trarre le dovute conclusioni...

Federico Catani


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