07/09/2021 di Luca Volontè

L’importanza della figura paterna nel post partum

La depressione post-partum non è solo una sofferenza per le neo mamme, può colpire anche i neo padri, secondo un nuovo studio pubblicato nelle scorse settimane. Un team di ricercatori danesi guidati dalla ricercatrice Sarah Pedersen, del Dipartimento di Salute Pubblica dell'Università di Aarhus, ha intervistato a lungo otto neo padri e ha scoperto come anche loro vivono sentimenti di sopraffazione ed inadeguatezza che a volte si trasformano in rabbia e frustrazione.

Alla fine, tutti gli uomini intervistati per lo studio hanno richiesto  aiuto ai servizi di assistenza sanitaria, ma sei di essi hanno trascorso mesi con sintomi depressivi prima di cercare o ottenere aiuto. "Penso che uno dei messaggi più importanti della ricerca sia che i medici che lavorano con i nuovi genitori dovrebbero invitare i padri alle consultazioni e coinvolgere i padri il più possibile", ha detto la dottoressa Pedersen, “spero che vi sosterrete a vicenda e parlerete dei vostri sentimenti e di come vivete la transizione alla genitorialità. Sappiate che ci vorrà del tempo per adattarvi al vostro nuovo ruolo”.

Un altro recentissimo studio di diverse ricercatrici polacche dimostra quanto la relazione di mamma e papà sia fondamentale anche nella fase post partum. “Il legame post partum paterno è significativamente correlato all'ansia paterna (forza moderata), allo stress materno (forte correlazione) e al legame post partum materno. Il ruolo di mediazione dello stress paterno nel legame postpartum è stato dimostrato.  I risultati hanno dimostrato che la salute mentale paterna è legata al legame post partum dei genitori direttamente dopo il parto”.

Durante l'ultimo decennio, inoltre, diversi studi hanno esaminato la prevalenza di sindromi depressive negli uomini divenuti neo padri e c'è una crescente evidenza che la depressione paterna è associata ad un aumento del rischio di esiti comportamentali ed emotivi avversi a lungo termine nei bambini.

Lo studio danese si è basato su interviste "semistrutturate" con otto padri danesi (di età compresa tra 29 e 38 anni) che avevano sofferto di sindromi depressive, nessuno dei quali aveva una precedente storia di depressione. Tutti i partecipanti avevano ricevuto una diagnosi formale della sofferenza depressiva da un medico generico o uno psicologo e tutti avevano cercato o ricevuto cure e si consideravano guariti dalla depressione al momento dell'intervista.

Cinque padri hanno descritto il periodo della gravidanza come un "periodo di felicità, pieno di aspettative positive sulla paternità, ma anche un cambiamento radicale che non si può proprio immaginare". Si dice nello studio che i partecipanti volevano essere emotivamente e fisicamente presenti nella vita dei loro figli, ma durante il periodo della loro depressione, queste intenzioni di buon cuore si sono trasformate in sentimenti di colpa e inadeguatezza, poiché i partecipanti non sentivano di avere abbastanza energia e forza mentale per diventare il tipo di padri che volevano essere.

Poiché c'è un pregiudizio associato ai padri con problemi di salute mentale post partum è importante che gli uomini parlino e cerchino un aiuto professionale quando si presentano i sintomi e specialmente quando questi sintomi continuano per un lungo periodo di tempo. I papà potrebbero soffrire di sindromi depressive post partum, non c’è nulla di banale ed imbarazzante, certo è che la forza della relazione tra genitori rimane la via maestra per evitare che l’esperienza dell’accoglienza della vita nascente si trasformi in un periodo drammatico, di cui il bimbo porterà i segni per tutta la vita.

 

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