Le ricerche pro pedofilia di università e riviste scientifiche

La campagna per rendere la pedofilia un orientamento sessuale “;naturale”, e dunque accettabile, non si arresta. E stavolta non è più nemmeno strisciante: sul numero dello scorso dicembre di Sexuality & Culture, un trimestrale pubblicato dal colosso editoriale Springer, è stato pubblicato un articolo niente poco di meno che di Thomas O’Carroll, un famoso attivista pedofilo che vorrebbe depenalizzare la pedofilia, equiparandola a un semplice orientamento sessuale.

E quel che è peggio, è che a fare da “luminare” è una persona imprigionata due volte per reati legati alla pedofilia, la prima nel 1981, la seconda nel 2006, dopo essere stato trovato in possesso di circa 50.000 immagini pedopornografiche. Il suo “archivio”, peraltro, includeva fotografie e video di bambini, prevalentemente maschi, dai sei anni in su, che venivano seviziati e stuprati. Ma non finisce qui perché lo stesso O’Carroll, in un recente passato, è stato anche ospite di un importante convegno tenutosi all’Università di Cambridge, in cui si sarebbe presentata la pedofilia come un orientamento sessuale “normale e naturale”. E si sarebbero udite vere e proprie rivendicazioni di questo calibro, secondo quanto riporta anche The Telegraph: «Almeno una minoranza considerevole di maschi normali vorrebbe fare sesso con i bambini […] i maschi normali vengono eccitati dai bambini».

Per non parlare poi delle relazioni presentate al suddetto convegno con titoli che suonavano così, Liberare il pedofilo: un’analisi discorsiva, e Il pericolo e la differenza: Le poste in gioco dell’efebofilia.

Roba che ha fatto esultare lo stesso O’Carroll, tra i partecipanti all’evento, il quale, in merito a tale esperienza sul suo blog ha scritto: «Meraviglioso! Sono stati giorni in cui mi son sentito davvero popolare!». Ma forse la dichiarazione più controversa di tutte è stata quella di Philip Tromovitch, professore alla Doshisha University in Giappone, che ha affermato, nella sua relazione sulla Diffusione della pedofilia, che «la maggior parte degli uomini sono probabilmente pedofili e efebofli» e che «l’interesse pedofilo è normale e naturale nei maschi umani».

Insomma, stiamo assistendo al tentativo non più malcelato, da parte di associazioni mediche, università e riviste scientifiche di costruire un’ideologia sempre più perversa che ha nell’istinto il suo fondamento e che non risparmia nemmeno i più piccoli e indifesi. Ciò a cui si mira veramente è l’abbattimento dell’ultimo limite riconosciuto e imposto dalla legge naturale, per arrivare alla destrutturazione delle relazioni umane sotto il pretesto dei diritti dettati dal desiderio, un desiderio proposto ingannevolmente come “conquista di libertà”. Ma è proprio questo il principio di ogni schiavitù: quello della prigionia dei sensi che rende l’uomo mero burattino nelle mani di chi gli propina abilmente ogni genere di vizio e che paga con il prezzo altissimo della propria libertà e della compromissione della propria capacità di giudizio.

Manuela Antonacci

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