06/04/2021 di Manuela Antonacci

“L’avventura di Simone”, come si coniugano sindrome di Down e Judo

 “L'avventura di Simone” è un libro che racconta la storia vera di Simone, un ragazzo con sindrome di Down che un giorno scopre il Judo, se ne innamora, e lo pratica fino a diventare cintura nera e insegnante riconosciuto dal Coni, il primo nella storia italiana del Judo. Una storia personale fatta di alti e bassi, vittorie e sconfitte, ma che lo porterà a raggiungere l’obiettivo chiarissimo con cui si era affacciato alla sua prima lezione “Voglio diventare cintura nera!”.

Come ci racconta Fabio La Malfa, insegnante di Judo che da vent’anni insegna la disciplina aprendo i suoi corsi davvero a tutti e tra gli autori del libro: “Siccome abbiamo visto i risultati che avevamo avuto con dei bambini, nell’avere Simone come insegnante, come questa sua presenza arrivasse a cambiare l’atteggiamento che avevano loro verso la disabilità, allora abbiamo voluto portare questa storia nelle scuole. Il progetto nasce per sensibilizzare le nuove generazioni all’inclusione”.

 Un progetto davvero all’insegna dell’inclusività, dunque, legato al libro, sostenuto e sponsorizzato da Pro Vita & Famiglia e che si articola in un vero e proprio programma, che prevede dei momenti di riflessione, in classe, sulla disabilità in generale, attraverso anche attività didattiche ad hoc (questionari, cartelloni con i pensieri di ciascun bambino sull’argomento, lettura del libro ovviamente ecc.) Lo scopo è quello di avvicinare i bambini a questo argomento in modo realistico e veritiero. Come ci spiega La Malfa, si tratta di un tentativo importante per superare la visione stereotipata della diversità come disabilità che passa anche dal diritto allo sport per tutti, laddove “lo sport diventa un modo per acquistare autonomia e indipendenza”.

Nel caso di Simone, poi, si tratta di mettere in evidenza un salto di qualità straordinario, ovvero la sua qualifica di cintura nera che l’ha portato fino a diventare, egli stesso, insegnante di Judo “È passato dall’altra parte”, sottolinea con orgoglio La Malfa “È un salto culturale: un ragazzo con sindrome di Down insegna agli altri”.

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