17/06/2019

L’Arcangelo dona a Maria una pillola abortiva, premiato spot blasfemo a scuola

Le brutte sorprese non finiscono mai: può accadere infatti che ci si illuda di mandare i propri figli a scuola perché imparino semplicemente italiano, storia e geografia e li si scopra invece coinvolti in singolari progetti “;culturali” che promuovono addirittura l’uso della pillola abortiva, come se fosse una caramellina zuccherosa da tenere in borsa o innocua aspirina e di cui invece abbiamo spesso sottolineato tutti i gravi effetti collaterali, spiegati anche in un video del dottor Anthony Levantino, un medico che ha praticato 1200 aborti prima di pentirsi e di diventare un militante pro life.

Ma questa rappresenta un’inezia (e sappiamo bene che un’inezia non è) rispetto al fatto che a vincere il concorso sia stato chi ha scomodato niente poco di meno che l’arcangelo Gabriele e la Santa Vergine per pubblicizzare l’aborto. Stiamo parlando, dello spot messo a punto da un gruppo di studenti dell’Istituto Giorgi-Woolf di Roma, che ha vinto il premio dell’iniziativa Informiamoci, promossa dalla Società medica italiana per la contraccezione (Smic) e l’associazione culturale Lacelta.

Per questo “ameno” progetto è stato usato un dipinto di Botticelli, l’Annunciazione di Cestello, ma la cosa più inquietante è che l’angelo, invece di portare alla Vergine l’annuncio della nascita di Gesù, le porge una scatola di Ellaone, la pillola dei cinque giorni dopo. Praticamente un invito ad abortire e, in questo caso, considerato che, come narrano i Vangeli, dal momento dell’Annunciazione in poi, Maria diventerà la madre del Messia, non si può che interpretare  l’aberrante invito ad abortire proprio il Messia.

E oltre il danno, nei termini di una blasfemia che, promossa all’interno di un contesto scolastico, è di una gravità che dire inaudita è dire poco, c’è pure la beffa del titolo del progetto #Usalafamiracoli, che peraltro è risultato il più votato dalla giuria e ha vinto il premio dell’edizione 2018-2019 di Informiamoci. Ovviamente la cosa non è passata nell’indifferenza generale: sul web sono scoppiate le polemiche. Nelle scuole si è visto di tutto ma all’esaltazione della blasfemia non si era ancora arrivati. Per questo motivo l’associazione Non si tocca la famiglia ha scritto al Miur, indignata per i contenuti «in antitesi con i principi educativi del sistema scolastico», che risulterebbero offensivi per la sensibilità religiosa altrui e sfacciatamente blasfemi, arrivando a ridicolizzare persino l’Incarnazione di Cristo. Uno sbeffeggiamento dei dogmi di fede, per di più all’interno di un contesto educativo, che non si era mai visto prima. Inoltre il “dono” dell’arcangelo Gabriele che porge Ellaone alla Vergine è stato considerato anche un oltraggio alla verginità di Maria. Sui social i numerosi utenti non hanno dubbi: «La foto è più che blasfema» e «Questo è un affronto di vilipendio all’arte e alla religione cristiana».

Manuela Antonacci

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