20/03/2021 di Francesca Romana Poleggi

La storia di Pier, il nostro testimonial per la Giornata sulla Sindrome di Down

Stefania e Gianluca, dopo tre anni di matrimonio, nonostante avessero già Daniele di due anni e mezzo, hanno deciso di avviare le pratiche per l’adozione.
Durante l’iter, che è durato circa un anno, i due sposi si sono resi conto che tutte le coppie che condividevano il loro percorso rifiutavano l’idea di adottare un bambino “difettoso”: «Volevano la certezza di adottare un bambino sano».
 
E così, quando sono stati chiamati dal tribunale per l’adozione, loro due erano i venticinquesimi in lista: ventiquattro coppie prima di loro avevano rifiutato di prendersi cura di Pier Giuseppe. A Stefania e Gianluca è mancato il cuore. Quando hanno saputo che il bambino aveva la sindrome di Down, hanno chiesto: «Che cosa altro ha oltre la trisomia 21?». E così, dopo una settimana hanno portato a casa Pier, che aveva sette mesi e mezzo. «Oggi ringrazio di cuore quella mamma che non l’ha abortito!», dice Stefania. 
Pier è una forza della natura: da piccolino ha rischiato per due volte seriamente la vita, ma per due volte si è dimostrato un lottatore forte e tenace. A maggio compirà dieci anni. Nel frattempo gli sono nati una sorellina e un altro fratellino. Ha una notevole capacità atletica: finora è riuscito benissimo in tutti gli sport che ha provato. Gli piace moltissimo ballare e adora gli animali (sa prendersi cura dei suoi due cani e due gatti). Gli piace molto anche cucinare. Dice Stefania che da grande vuol fare lo chef: «È l’unico che mi aiuta davvero in cucina!».
 
Tutti lo amano e lui ricambia con un amore travolgente.
Non è rancoroso: anche se qualcuno gli fa del male, dopo poco lui dimentica. Ha arricchito tutta la famiglia con i suoi sentimenti autentici e con la sua semplicità disarmante. I fratelli (il più grande fa la terza media), a detta degli insegnanti, sanno relazionarsi con i compagni meglio di tanti altri bambini e spontaneamente sono portati ad aiutare quelli più deboli. 
«Abbiamo la fortuna di abitare in un piccolo centro alle porte di Roma dove tutti conoscono e apprezzano Pier. Io lo chiamo “Fra’ Rimedia” perché ovunque vada, riceve un qualche regalo.
E però c’è tanta ignoranza anche qui: quando qualche bambino chiede “perché Pier è così” i genitori spesso restano muti in un silenzio imbarazzato. Mi chiedo, allora come è la vita dei bambini come Pier nelle grandi città frenetiche, nei 364 giorni dell’anno in cui non si celebra la Giornata mondiale…».
 
«Non amo molto questa ricorrenza. Mi sa di ipocrisia. Va bene dedicare un giorno dell’anno ai bambini con sindorome di Down, ma negli altri 364?».
E così Stefania racconta dei quintali di carte e di leggi con cui i genitori di un bambino disabile devono convivere ogni giorno. Ci racconta delle processioni interminabili all’Inps dove Pier per due volte è stato dichiarato “rivedibile”. Alla fine ha dovuto alzare la voce: «Io credo ai miracoli, ma non sono poi così frequenti, a voi non vi risulta?». Ci racconta che per il Comune di Roma, Pier non ha diritto al parcheggio invalidi e lei e suo marito hanno dovuto portarsi 30 chili di bambino in collo fino alla macchina, ogni volta che sono andati in visita al Bambin Gesù.
 
Il fatto più sconcertante è che il mondo che oggi celebra la Giornata mondiale della sindrome di Down è lo stesso che dal 22 marzo di ogni anno, fino al 20 marzo dell’anno successivo esalta le tecniche diagnostiche ultramoderne che ormai in modo sempre più precoce e preciso (c’è comunque sempre un certo margine di errore e sono tanti i bambini sani vittime anche loro dell’aborto eugenetico!) intercettano i bambini che portano quel cromosoma in più; e quel mondo invita “premurosamente” le loro mamme a “scegliere” l’aborto.
 
(Tratto da Notizie  Pro Vita & Famiglia, n. 94, marzo 2021)



La storia di Pier sarà oggetto di una diretta in streaming sulla nostra pagina Facebook che si terrà domani, in occsione della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down, alle 18.

QUI il link alla nostra pagina per seguire la diretta, dove interverrà proprio Stefania, la mamma di Pier

 

 

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