09/10/2020 di Manuela Antonacci

La scuola è ripartita, ma non per tutti. L’allarme per gli alunni disabili

In Italia ci sono circa 285 mila allievi disabili. Quest’anno, potrebbero essercene 10-15 mila di più, mentre nelle scuole pubbliche paritarie se ne contano circa 17.461.

Il problema è che dallo scorso 14 Settembre il 59% di questi allievi, cioè 168.150, non hanno più a disposizione il loro docente di sostegno. Non si tratta di un dettaglio ma di un fatto che va ad incidere gravemente su una situazione già a sua volta drammatica vissuta da questi ragazzi e dalle loro famiglie.

Peraltro ricordiamo come il diritto all'istruzione rientri tra i diritti costituzionali e dunque fondamentali, riconosciuto formalmente per la prima volta nel 1948, dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Questo perché l’istruzione è un elemento chiave nella formazione della personalità dell’individuo ed essendo un diritto costituzionale non può essere negato a nessuno. Di fatto la pandemia non ha fatto che mettere in risalto tutte le contraddizioni e le mancanze della nostra società anche sotto questo aspetto.

Infatti, se ci riferiamo ai bambini e ai ragazzi in situazione di fragilità sociale e con bisogni educativi speciali, tutti gli svantaggi che vivono e che sono legati all’apprendimento, rischiano di trasformarsi in una vera e propria condanna alla marginalità.

Non si può, infatti, nemmeno lontanamente pensare di poter paragonare le lezioni in presenza con la didattica a distanza: la scuola è principalmente comunità, condivisione e confronto. Ingredienti senza i quali è davvero difficile crescere e questo vale tanto più per chi vive, dalla nascita, questa difficoltà sulla propria pelle e per le famiglie che da sempre lottano perché i propri figli possano usufruire di occasioni di benessere a tutto tondo, nonostante le loro difficoltà e per i quali la scuola risulta un mezzo fondamentale nel realizzare tutto questo.

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