09/10/2021 di Manuela Antonacci

La denuncia choc dell’ex dirigente di Facebook: «Social dannosi come droghe»

Un’importante testimonianza è quella che ha reso al Senato, Frances Haugen, la ex product manager di Facebook, con un passato anche in Google, Pinterest e Yelp, con la quale ha cercato di spiegare l’influenza tremenda che i social network hanno sui più giovani, ma anche sulla democrazia.

Hauegen ha anche fornito al Wall Street Journal alcuni documenti interni riguardanti alcune sue inchieste sui social network. Riguardo Facebook e Instagram ha affermato che, nonostante l'azienda sappia come rendere questi due social più sicuri e meno dannosi per i più giovani, non prende volutamente provvedimenti poiché mette il profitto al di sopra di tutto.

Un atteggiamento che non si spiega, come afferma lei stessa: «Quando il governo si è reso conto che il fumo è nocivo per la salute è intervenuto. Quando è stato chiaro che le cinture di sicurezza salvano vite umane il governo ha obbligato l’industria dell’auto ad adottarle. Quando si è visto che i farmaci oppioidi creano dipendenza la politica è intervenuta. Vi supplico di farlo anche ora, davanti ai danni sociali provocati da Facebook». Parole che al Senato di Washington sono risuonate, qualche giorno fa, forti, chiare e potenti, una denuncia che Haugen ha continuato a lanciare anche in un’audizione parlamentare.

La donna ha, comunque, ottenuto l’appoggio dei senatori repubblicani, preoccupati per l’influenza di un’azienda che coi suoi 3,5 miliardi di utenti, di tutti i suoi canali social, sembra avere davvero un potere enorme, arrivando a condizionare persino i termini e gli esiti del dibattito politico e pure le attività commerciali.

La riprova di questa enorme influenza dell’azienda di Zuckerberg, sul panorama internazionale, sono state le conseguenze del blocco delle tante attività produttive, avvenuto durante le oltre sei ore di fermo delle piattaforme di Facebook, ma anche l’enorme disagio vissuto dalle persone che si sono dotate, per gestire la quotidianità, di apparecchi attivati attraverso l’intelligenza artificiale di Facebook e che non riuscivano nemmeno più ad aprire la porta di casa. Insomma uno strapotere che ha davvero qualcosa di inquietante e su cui forse,non ci si è ancora interrogati abbastanza.

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info