04/12/2017

La Buona Notizia #816 - Obiezione di coscienza in Norvegia

La scorsa settimana, un tribunale norvegese si è schierato con Katarzyna Jachimowicz, il medico polacco che aveva perso il lavoro per aver sollevato obiezione di coscienza all’inserimento di dispositivi intrauterini (IUD).

Dal  2016 esercitava la professione in Norvegia.

La dottoressa Jachimowicz ha impugnato il licenziamento perché sentiva che i suoi diritti erano stati violati e la corte d’appello di Skien ha annullato la precedente decisione del tribunale di Notodden: il suo datore di lavoro, il comune di Sauherad, dovrà pagare 600.000 corone norvegesi (circa 73.000 dollari) in spese legali.

“Dio ha vinto”, ha detto la Jachimowicz, citando il famoso re polacco Giovanni Sobieski III, che disse “Veni, vidi, Deus vicit!” (“Sono venuto, ho visto, Dio ha vinto”) dopo la sua vittoria nella battaglia di Vienna contro i turchi ottomani.

Proprio come la battaglia di Sobieski fu un punto di svolta nella storia, il caso di Jachimowicz è un punto di svolta nella giurisprudenza norvegese  a favore della libertà di coscienza.

Dal 2015, però, il governo ha eliminato il diritto all’obiezione di coscienza per i medici di famiglia. Da allora, è diventato illegale per loro rifiutare qualsiasi forma di controllo delle nascite, incluso l’inserimento di IUD.

La Jachimowicz ha iniziato la sua carriera in Polonia. Nel 2010, si è trasferita con la sua famiglia nel comune di Sauherad in Norvegia per rispondere alla carenza di professionisti medici del paese. Aveva buoni rapporti con i pazienti ed era in grado di comunicare con loro in polacco, russo e norvegese. La sua obiezione di coscienza non aveva mai disturbato il funzionamento della clinica, nemmeno una volta, nei quattro anni in cui ha lavorato lì. Il suo datore di lavoro aveva saputo delle sue idee e le aveva accettate prima di assumerla.

A domani, con un’altra Buona Notizia!

Redazione

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