04/02/2020

“La Bellezza della Famiglia”. Il parroco di Chiusi: «Difenderla è ormai diventata una controtendenza»

Si avvicina l’appuntamento dell’8 febbraio, quello dell’incontro a Chiusi sulla “Bellezza della Famiglia”. La relazione centrale dell’evento sarà a cura di Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra e presidente dell’Associazione Family Day – Difendiamo i nostri Figli.

I saluti iniziali, invece, saranno di don Azelio Mariani, parroco del Duomo di Chiusi; di monsignor Stefano Manetti, vescovo della Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza; di Juri Bettollini, sindaco di Chiusi e di Stefano Scaramelli, presidente della Commissione Sanità in Regione Toscana. Pro Vita & Famiglia ha intervistato il parroco del Duomo di Chiusi, don Azelio Mariani.

 

La bellezza della famiglia è un tema che sembra andare in controtendenza rispetto alle mode attuali: perché proporlo con questo evento?

«Con l’incontro di sabato 8 febbraio la comunità cristiana di Chiusi vuole riproporre la bellezza della famiglia come è scaturita dalla volontà del Creatore. L’amore tra l’uomo e la donna, due esseri che per loro natura sono psicologicamente, spiritualmente e fisicamente complementari, è l’amore “bello” perché voluto dalla Bellezza che è Dio stesso, e che soprattutto con l’apertura alla vita, è l’immagine concreta di quell’amore che il Creatore nutre per l’umanità. Siamo ben consapevoli che un’iniziativa come questa va in controtendenza rispetto alla mentalità corrente, ma proprio per questo come cristiani non possiamo tacere, ma dobbiamo riproporre ad ogni persona di buona volontà la bellezza della famiglia naturale e della famiglia cristiana fondata sul sacramento del matrimonio. Con questo non vogliamo imporre a nessuno la nostra visione della famiglia e, nel rispetto di ogni concezione al riguardo, pensiamo e speriamo di essere rispettati anche noi quando parliamo della bellezza della famiglia».

La famiglia accoglie la Vita e la accompagna fino al suo termine naturale: qual è la sua importanza contro la "cultura dello scarto"?

«La “cultura dello scarto”, come spesso ripete papa Francesco, è purtroppo sempre più alla base del vivere di oggi. Come cristiani non possiamo accettare questo modo di vivere che non tiene conto della dignità della vita e che accetta la vita nella misura in cui essa può risultare “utile” a qualcuno. La famiglia invece, come la intendiamo noi cristiani, è anzitutto aperta alla vita, la promuove, si fa carico di essa, la cura, la ama, la difende e l’accompagna in tutti i momenti della sua esistenza, anche quando la stessa vita può sembrare inutile e impossibile ad essere vissuta. La famiglia cristiana è al servizio della vita e quindi dell’uomo stesso, di ogni uomo, e per questo sono convinto che essa sia l’istituzione naturale e fondamentale per una convivenza di pace e di giustizia tra tutti gli uomini»

Il Cardinal Bassetti ha recentemente evidenziato la necessità di "politiche affidabili" a sostegno della famiglia: in che modo la Chiesa e la politica possono tutelare la bellezza della famiglia?

«Purtroppo dobbiamo riconoscere che anche e soprattutto in Italia la politica è molto condizionata da ideologie antifamiglia. Non voglio qui fare nessuna polemica, ma non posso tacere come tanti uomini di governo che si dicono cristiani e poi però hanno fatto poco o niente per tutelare la bellezza della famiglia. In questa situazione che non appare per ora favorevole, un ruolo importante invece ce l’ha la Chiesa che, a mio parere, dovrebbe puntare su due direzioni: la prima nel formare uomini e donne che intendono scegliere la politica come servizio alla comunità, la seconda nel continuare a promuovere con più incisività strumenti e forme concrete di aiuto alla famiglia e alla vita»

 

di Luca Scalise

 

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