29/11/2019

Inghilterra, lezioni choc di autoerotismo nelle scuole primarie

Un nuovo tentativo di ipersessualizzazione, stavolta particolarmente pervasivo, rivolto a bambini di sei e sette anni, si sta mettendo ultimamente in atto, nella contea di Warwickshire, in Inghilterra.

Parliamo di sfacciate lezioni di autoerotismo rivolte ai bambini tra i 6 e i 10 anni, che rientrano all’interno di un progetto “educativo” denominato “All about me” che sarà imposto dal consiglio della contea di Warwickshire a ben 241 scuole.

In cosa consiste? E’ presto detto: si tratta di indicazioni esplicite con cui viene spiegato ai bambini come toccare o stimolare i propri genitali. Lo riporta a chiare lettere anche il Daily Mail

 “All about me” peraltro, rientrerebbe nel Relationship and Sex Education (RSE), la guida emessa dal Dipartimento dell’Istruzione che contiene informazioni su ciò che le scuole dovrebbero fare e stabilisce i doveri legali a cui le scuole devono attenersi quando insegnano educazione alle relazioni, educazione sessuale (RSE) ed educazione alla salute. Laddove per "scuola" si intendono tutte le scuole, che siano pubbliche o private.

In più il programma in questione prevede anche la distribuzione di materiale dal contenuto affatto educativo e molto “a luci rosse”, ai piccoli. Ma se ancora non vi sembra abbastanza, tenetevi forte perché, si fa fatica anche a scriverlo, nella sezione del programma intitolata “Mi tocco” agli insegnanti viene consigliato di dire ai bambini che «a molte persone piace solleticarsi o accarezzarsi in modo da provare piacere» e che ciò include le «parti intime» e che, sebbene alcune persone definiscano questo comportamento «sporco», in realtà sarebbe «molto normale».

Tuttavia, siccome si tratta di programmi “educativi”, i piccoli sono avvisati che non è "educato" toccarsi in pubblico, ma che si tratta di un'attività che dovrebbero fare da soli nella vasca da bagno, nella doccia o nel letto. Insomma, una vera e propria istigazione alla masturbazione in menti pure e innocenti che non percepiscono ancora alla loro giovanissima età alcun impulso sessuale da decifrare o con cui fare i conti ma che, in seguito a certe “lezioni”, potrebbero cominciare a provare precocemente, diventando col tempo anche dipendenti da certe “pratiche”.

Nella stessa lezione, ai bambini vengono forniti scenari che devono giudicare "OK" o "Non OK".

Ad esempio uno scenario “Ok” che invece noi definiamo incredibilmente “pruriginoso” fa riferimento ad una ragazza di nome “Autumn che quando fa il bagno ed è sola le piace toccarsi tra le gambe. È bello”. A questo punto, agli insegnanti viene consigliato di ricordare agli studenti pure le "regole sull'auto-stimolazione".

Viene da chiedersi il senso di tutto ciò, desta infatti un fortissimo sospetto questo sfacciato tentativo per di più predisposto dal Dipartimento dell’Istruzione, di rendere i bambini così disinibiti: a che pro se, tra di loro, non manifestano in genere questi comportamenti?

La pensano nello stesso modo Naomi e Matthew Seymour, i cui due figli frequentano la scuola di Coten End e che si dicono fortemente in disaccordo con questi “metodi educativi”, al punto da aver rimosso da scuola i loro figli, nella settimana in cui veniva svolto il programma, perché certi che sarebbero stati esposti ad argomenti che "non erano pronti a sentire”.

«Mia moglie ha pianto la prima volta che ha letto cosa sarebbe successo durante le lezioni», ha dichiarato Seymour, 38 anni. «Questa ipersessualizzazione dei nostri figli è assolutamente inappropriata. La chiamano autostimolazione per non usare il termine masturbazione, ma quando leggi di cosa si tratta, in realtà ci si riferisce proprio a quello».

E, oltre il danno, anche la beffa, dal prossimo settembre, il governo ha stabilito che queste lezioni saranno obbligatorie nelle primarie: i genitori non avranno facoltà di ritirare i loro figli durante le ore in cui tali “insegnamenti di vita” si svolgeranno.

Una situazione drammatica che dimostra, ancora una volta, che una volta abbattuti certi “argini”, ogni forma di ordine morale è destinato a crollare, sulla base del “perché no?” Fino a coinvolgere pervasivamente anche le menti più innocenti.

 

di Manuela Antonacci

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