27/03/2020

Il videogame choc: blasfemo e incita alla violenza contro gay e minoranze

Nonostante le polemiche nate dopo l’uscita Jesus Strikes Back: Judgment Day di qualche mese fa, lo sviluppatore 2Genderz ha deciso di procedere ugualmente con il sequel del videogioco, di pessimo gusto, “Jesus Strikes Back 2: The Resurrection” che verrà reso disponibile il prossimo 7 aprile.

La prima edizione del videogioco dava la possibilità ai vari giocatori di impersonare Gesù e alcuni personaggi non proprio rassicuranti, dai nomi leggermente modificati, come Adolf Hitler e Benito Mussolini, ma anche alcuni capi di stato come Putin, Bolsonaro e Trump. L’obiettivo del gioco è tutt’altro che nobile, anzi, è davvero choccante: quello di sparare contro alcune categorie che rientrano nel concetto di “minoranze”, come le persone LGBT+, le femministe, gli ambientalisti, i vegani, i comunisti e molte altre categorie di “nemici politici”. Anche l’ambientazione è molto chiara, le sparatorie avvengono, tra gli altri luoghi, al Diversity Museum, alla Gender Studies Academy e al Club Rainbow.

Il trailer del videogame è tutto un programma: infatti inizia con una citazione di Gesù dal vangelo secondo Matteo, «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada», scandalosamente seguite dalle scene delle sparatorie, in cui capita di vedere persino lo statunitense “Tromp” (chiaro riferimento al presidente degli Stati Uniti) che spara nel mucchio, in slip e mascherina, individuando tutti quelli che si muovono in modo effeminato ma anche alcuni dall’aspetto femminile e il fisico mascolino, probabilmente trans o drag queen.

Insomma, non certo roba da educande ma un vero e proprio incitamento alla violenza e alla blasfemia. Infatti, non solo non è lecito ed è assurdo rappresentare ed invitare ad atteggiamenti così gravemente discriminatori e violtenti, ma è anche altrettanto lecito usare l’immagine di Cristo per promuovere azioni completamente contrarie ai suoi insegnamenti. Calare poi, quello che i cristiani considerano il Figlio di Dio, in una realtà così violenta e sanguinaria è una vera e propria blasfemia. Il sacro, infatti attiene ad una dimensione che non dev’essere calpestata per alcuna mera strumentalizzazione ideologica.

Ma, dulcis in fundo, nonostante la perpetrata e chiara volontà di diffusione di un contenuto così grave, sul sito internet degli sviluppatori è presente una dichiarazione di esclusione di responsabilità, in cui si ha il coraggio di dichiarare che tutti i giochi sono satirici e che non intendono incitare alla violenza contro nessuno per questioni di genere, etnia, religione o orientamento sessuale.

 

di Manuela Antonacci

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