25/01/2020

Il “pin parental” per proteggere gli alunni dal gender: la Spagna insegna!

Finalmente anche la Spagna s’è desta! Di cosa stiamo parlando? Della proposta di Vox, partito di destra, riguardo il “pin parental” ovvero “controllo genitori”, “protezione parentale”, sostenuta anche dal presidente del Partito Popolare (PP) Pablo Casado e ovviamente contestato dal nuovo governo spagnolo, dai movimenti femministi e dai sindacati.

Il “pin parental” in particolare consiste nel rendere obbligatorio l’uso di un documento (una sorta di “consenso informato”) che darebbe la possibilità ai genitori di autorizzare consapevolmente e per tempo, i propri figli a partecipare alle attività extracurricolari delle scuole, nel caso in cui il loro contenuto vada contro i loro principi morali, sottolineando la priorità educativa dei genitori sui figli, rispetto anche alla scuola stessa. Infatti, secondo Vox, la proposta servirà a proteggere i bambini da una serie di contenuti che potrebbero urtare la loro sensibilità e il loro senso del pudore laddove riguardino «questioni morali socialmente controverse» o la «sessualità».

Questioni, sostiene Vox, «che possono risultare invasive per la coscienza e l’intimità» dei propri figli. Una proposta, insomma che, se accettata, permetterebbe ai bambini di non partecipare (finalmente, ci viene da dire) alle lezioni di educazione sessuale a scuola che spesso coprono una fascia d’età veramente bassissima, andando solo a turbare gli animi dei piccoli alunni.

Tra l’altro, già lo scorso agosto, il Ministero regionale della Pubblica Istruzione aveva inviato alle scuole di ogni ordine e grado l’indicazione di richiedere il consenso informato per le attività extracurricolari. Un’iniziativa a cui era seguita la protesta, neanche a dirlo, di sindacati e opposizione che avevano minacciato anche di fare ricorso, con la scusa che le attività complementari, diversamente dalle extracurricolari, si svolgono durante l’orario scolastico e teoricamente, per questo, dovrebbero essere obbligatorie.

Ma adesso Vox ha chiesto e ottenuto l’inserimento del “pin parental” nella legge di bilancio per il 2020, in modo da poter finalmente modificare i decreti che rendono obbligatorie le attività complementari. La questione, intanto, dalla comunità di Murcia dove Vox è il primo partito, sta arrivando anche negli altri comuni e nelle altre regioni in cui il partito è rappresentato, in particolare a Madrid e in Andalusia.

Tutto questo perché il partito è stato sollecitato, dice El País, dalla pressione di alcune associazioni, come il Forum della famiglia, preoccupate per le attività organizzate in alcune scuole, con la complicità delle associazioni LGBTQI+. Per questo Vox, dietro anche queste richieste, mosse da preoccupazioni più che legittime, sta facendo un’intensa campagna alla propria iniziativa.

 

di Manuela Antonacci

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