20/11/2019

Matrimonio sempre meno importante per gli italiani. L’allarme arriva dai dati Istat

Gli italiani e il matrimonio, base di partenza per la formazione di una famiglia. Un binomio che, se per decenni è stato il cardine della società, oggi diventa sempre più spesso – purtroppo – qualcosa di incerto e liquido.

È la fotografia che arriva dagli ultimi dati Istat, che rilevano inoltre un incremento esponenziale dei matrimoni celebrati con rito civile (ben il 50,1% ). Un dato molto alto soprattutto al Nord Italia, mentre il Sud continua a scegliere prevalentemente di sposarsi in chiesa.

Quello che emerge dai dati non è tanto la quantità dei matrimoni, che anzi, registrano un leggero aumento rispetto a dieci anni fa. Quello che però è allarmante – complice anche la difficile situazione economica e la contrazione delle nascite – è l’età di chi si sposa. L’istituto di statistica ha infatti rilevato una netta diminuzione dei matrimoni dei giovani tra i 16 e i 34 anni.

Una società sempre più liquida, si diceva, dove le persone sono sempre meno pronte a prendersi la responsabilità di qualcosa di stabile e duraturo come un matrimonio. Situazione confermata da altri numeri, ovvero quelli relativi alla separazione dei beni e alle convivenze. Tra chi sceglie di sposarsi, infatti, la scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni è un fenomeno in rapida crescita. Nel 2008, l'incidenza dei matrimoni in regime di separazione dei beni era pari al 62,7% e in soli 11 anni è arrivata al 72,9%. Quelle che vengono definite dall’Istat come libere unioni, invece, sono più che quadruplicate dal 1997 al 2018, passando da circa 329 mila a 1 milione 368 mila.

Infine il dato riferito alle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Più volte presentate come un vero e proprio macrotema per tutta la nazione, con numeri da capogiro, in realtà nel 2019 sono state appena 2.808 le unioni di coppie dello stesso sesso, con una prevalenza (64,2%) di coppie formate da due uomini.

 

 

di Salvatore Tropea

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